Mi sono lasciato il 4 gennaio 2014 dopo una storia di 2 anni e mezzo. Il motivo per il quale mi ha lasciato è perché ha scoperto delle mie conversazioni con altre ragazze, iscrizione a siti di incontri e mi ha voluto lasciare. Premetto che dopo un anno aveva trovato delle conversazioni con altre ragazze in cui io facevo il piacione, la prima volta mi ha perdonato ma il 4 gennaio scoprendo queste altre conversazioni e iscrizioni a siti di incontri mi ha lasciato. Da 10 mesi mi sono sempre fatto sentire io riuscendo anche ad uscire con lei qualche volta in questo tempo. Siamo andati a letto insieme qualche volta, ma lei non ha mai voluto tornare con me. Lei aveva 19 anni quando ci siamo fidanzati e io 23, lei era innamorata da morire di me, ma adesso è cambiata totalmente, non si fida più e non mi vuole più sentire. Questi 10 mesi io sono stato molto insistente facendo praticamente tutto per conquistarla, sono riuscito a uscire con lei più volte ma ad oggi lei non vuole più sentirmi e dice di non chiamarla e di non scriverle più perché non c’è la fa più. Io sono davvero pentito e sto davvero in una fase di depressione, sono 10 mesi che faccio tutto il possibile per conquistarla senza esserci riuscito. Sto davvero male e non so più come reagire e andare avanti senza di lei. È circa 2 mesi che vado da uno psicologo e parlo sempre della mia difficoltà di vedere un futuro senza di questa mia ex ragazza. Ogni giorno sono triste e non so più cosa fare per migliorare questo mio stato d’animo.

Gentile lettore, per prima cosa ti chiederei: perché ti sei iscritto ad un sito di incontri? Perché intrattenevi conversazioni con altre ragazze conosciute su questo sito? Perché facevi il “piacione” con loro? Indipendentemente dalla risposta il fatto stesso che tu abbia deciso di cercare altri contatti al di fuori della relazione con la tua ragazza è indice di un problema. Forse eravate troppo giovani per una storia duratura? Avevi bisogno di fare altre esperienze, pur rimanendo con la tua partner? Magari il vostro rapporto non era così solido come pensi.

Da ciò che scrivi non c’è stato un tradimento a livello fisico, ma ciò che può aver turbato la tua ragazza è stato il fatto che tu abbia cercato all’esterno del vostro rapporto qualcosa che forse lei ha pensato di non riuscire a darti e che pertanto tu potessi essere insoddisfatto della vostra storia. L’amore è un’evoluzione continua, un perpetuo ricrearsi e rimodellarsi nel percorso della vita insieme. Ma ciò va fatto calibrandosi con il partner e non cercando all’esterno altre persone.  Scoprire un tradimento è la prova più dura che una coppia si trova ad affrontare. Anche se nel tuo caso non vi è stato un tradimento vero e proprio, hai comunque tradito la fiducia della tua ragazza. Ed è questo il punto da cui devi partire. Chiedendoti come sta lei e cosa prova ora nei tuoi confronti.

Soffermarti solo sul tuo malessere in questo momento è un atteggiamento egoistico e controproducente. A tuo sfavore gioca anche il fatto che lei ti ha già perdonato una volta e nonostante questo tu hai continuato per molto tempo a cercare contatti con altre ragazze. Sei sicuro di essere davvero pronto per un rapporto esclusivo con una ragazza oppure è solo per orgoglio che vuoi tornare con lei? Prova a chiederti: perché lei dovrebbe perdonarti una seconda volta se già tu hai tradito la sua fiducia ben due volte? Ai suoi occhi sei diventato inaffidabile, l’hai fatta soffrire, probabilmente potresti farlo ancora e lei ne è consapevole e ha deciso di stare alla larga da chi le ha fatto del male. 

Mi scrivi che sono due mesi che vai da uno psicologo. Abbi pazienza e vedrai che pian piano inizierai a stare meglio. Sicuramente anche la tua ex ragazza sta male, anche se lei a livello psicologico deve fare i conti con la sfiducia che potrà covare anche in futuro nei confronti di una relazione di coppia. Tu invece devi imparare a fare a meno di una storia a cui in passato non hai dato sufficiente importanza, forse troppo sicuro del suo amore per te. Sottolinei infatti che lei “era innamorata da morire” di te e adesso fai fatica ad accettare la fine di questo amore. Magari questi sentimenti non sono esauriti, ma sono comunque soffocati dal dolore e dalla sfiducia.

L’unica strada possibile se vuoi fare un tentativo di recupero della tua storia è proporre alla tua ex ragazza di intraprendere una terapia di coppia. Lo scopo è anche quello di parlare di voi, della vostra storia, dei vostri bisogni, dei tanti perché che magari costellano i vostri pensieri e del vostro stato d’animo, per capire se c’è ancora una speranza per poter tornare insieme.

Se lei non accettasse questa proposta, allora il mio consiglio è di allontanarti da lei, non sentirla, non vederla e chiudere qualsiasi tipo di rapporto con lei.

Il desiderio e la speranza di ricominciare una storia con la tua ex sono enormi ostacoli alla tua serenità e ancora di più il fatto che vi possiate sentire, vedere o avere anche rapporti intimi.

Il rischio è solo di soffrire in modo estenuante, logorandoti nell’illusione di tornare con lei. Quando avrai voltato pagina, lentamente ma inesorabilmente, comincerai a stare meglio. E troverai un nuovo amore. 

Una coppia può decidere di avere un figlio dopo una scelta ponderata o un desiderio impulsivo. Qualsiasi sia il motivo che porta un uomo e una donna a scegliere di avere un bambino nulla potrà prepararli alla rivoluzione che li attende dopo la nascita del piccolo. Si tratta di un cambiamento radicale nell’equilibrio della coppia: il tempo che prima i due partner si dedicavano, dopo l’arrivo del nuovo membro della famiglia, andrà quasi completamente dedicato al piccolo.

Anche la coppia più forte può tentennare dopo uno scossone così forte. La neomamma è completamente assorbita dal figlio, sia psicologicamente sia fisicamente. La diade madre-bambino può far sentire il padre escluso soprattutto se egli non prova a trovare delle sue modalità per interagire con il bambino. L’uomo però non deve perdere di vista l’importanza del suo ruolo nel sostenere la compagna in un periodo così nuovo e stressante: ha il compito di farla sempre sentire donna e non solo mamma e di non farle perdere il contatto con la dimensione del concetto di coppia.

Il periodo critico dipende anche dalla sensazione di “sentirsi in gabbia” soprattutto da parte della madre che vede la sua vita completamente stravolta e dedicata al bambino. Questa sensazione può essere percepita anche dall’uomo, ma ciò dipende da quanto riesce a stare accanto alla compagna e aiutarla.

Anche la vita sessuale può risentirne. Da una parte c’è il periodo di pausa fisiologico dopo il parto che varia da donna a donna, ma anche il desiderio può subire interferenze a causa della stanchezza fisica per soddisfare i bisogni del neonato. Indubbiamente la nuova vita della coppia dopo la nascita di un figlio diventa piuttosto caotica.

È possibile allora prevenire o almeno aiutare a migliorare questo periodo complesso nella vita di un uomo e di una donna? Sono fattori protettivi:

- il modo in cui il padre manifesta il suo affetto sia nei confronti del bambino che della compagna;

- il modo in cui la madre coinvolge il papà nella gestione del neonato;

- la partecipazione del padre alle attività di accudimento del piccolo alleviando la madre dalle troppe incombenze;

- il dialogo rispetto a emozioni, aspettative, difficoltà, paure, incertezze, ecc.;

- le basi su cui si è costruito il rapporto di coppia;

- la cura dell’altro e non solo del neonato;

- la cura di sé, diventare mamma non significa dimenticare di essere anche una donna con accanto il proprio uomo.

E’ quindi importante che la donna conquisti nuovamente la sua forma fisica, non solo per il partner, ma soprattutto per se stessa. Anche questo aspetto ha un peso nella relazione di una coppia che ha avuto un bambino. Molte donne dopo il parto pensano di aver raggiunto lo scopo più importante della loro vita, diventare madri, e per questo motivo iniziano a trascurare se stesse, il proprio corpo e il modo di vestirsi.

In realtà, si può essere mamme ma non per questo dimenticare il tempo che prima si dedicava a se stesse. Questo punto non va sottovalutato perché ha un’ulteriore implicazione: l’uomo ha bisogno di più tempo per realizzare di essere diventato padre, sia perché l’allattamento spetta alla madre e quindi è meno coinvolto nell’atto nutritivo (a meno che il neonato non sia allattato con latte artificiale o che la madre non usi il tiralatte), sia perché solitamente interagisce meglio con il figlio quando questi ha maggiori competenze comunicative. Tali competenze con la madre non servono visto l’attaccamento più viscerale che il bambino ha nei suoi confronti dovuto ai mesi passati nella pancia durante la gravidanza e all’allattamento naturale. Non bisogna quindi dimenticare le necessità dell’uomo che apprezzerà di avere accanto a sé una donna che ancora tiene alla propria bellezza e avvenenza e che quindi sia sempre una compagna e non si trasformi solo in una madre.

È quindi necessario un periodo fisiologico di adattamento alla nascita per la coppia, ma se questa fase si prolunga troppo allora può essere utile rivolgersi ad un esperto per farsi aiutare a ritrovare una sintonia di coppia. L’eventuale aiuto va richiesto non troppo tardi, perché sono tante le coppie che dopo la nascita di un figlio, si sfaldano e si separano. Il motivo più comune è il tradimento dovuto alla perdita di punti di riferimento nella coppia e che quindi porta, solitamente l’uomo, a cercare altrove ciò che non trova più nel rapporto con la sua compagna.

Superato il periodo di assestamento, le coppie più solide riescono a ritrovare sintonia e benessere all’interno del nuovo assetto familiare. A questo punto i genitori devono riuscire a crescere il figlio trasmettendogli sensazioni positive di serenità, stabilità e affetto. Il padre e la madre devono anche ritrovare dei loro spazi di coppia dove il bambino non è coinvolto così da potersi dedicare esclusivamente l’uno all’altra: in questo modo daranno nuova linfa vitale alla relazione e il loro bambino crescerà con due genitori felici e innamorati.

Ho 28 anni e sono stata due anni con un ragazzo che ho conosciuto nel 2002. Allora siamo stati sei mesi ed è finita lì. Dopo due anni siamo tornati insieme e io l’ho lasciato dopo qualche mese perché non ero molto coinvolta. Da allora non si è mai rassegnato. Nel 2009 io e Marco siamo tornati insieme. Lui ha messo da parte il rancore e ha continuato a corteggiarmi. Stando con lui, sono emersi dei lati del mio carattere non proprio positivi: una gelosia morbosa che mi portava a dubitare sempre di lui. Non appena notavo l’interesse di qualche ragazza nei suoi confronti, mi arrabbiavo, facevo molte scenate e lo accusavo senza motivo.  Per molto tempo mi ha chiesto di smetterla con questo atteggiamento; io promettevo che gli avrei dato più fiducia ma reiteravo. A luglio, dopo quasi un anno di storia, dopo una vacanza passata insieme in cui non abbiamo fatto altro che litigare (sempre per la mia gelosia e paranoia), lui torna in città, riprende a lavorare e io torno al mare dai miei genitori. A settembre torno in città e scopro che mancano dei preservativi nel suo cassetto. Dopo 10 giorni riesco a fargli confessare tutto: mi ha tradita con una collega. Lo lascio per cinque mesi. Dopo due anni sono ancora con lui, ma litighiamo di continuo. Non sopporto l’idea che quei due lavorino insieme, non credo che il loro rapporto sia cambiato. Lui mi chiede di aspettare che si laurei, in modo che possa cercare di cambiare lavoro ma io non sono sicura che lo farà. Credevo fosse una persona speciale, che non fosse capace di tradirmi e soprattutto di farmi stare così male per una storia di sesso. Lui fa di tutto per dimostrarmi che non lo farà più, che è pentito, mi prega di non aprire l’argomento perché gli fa male. Non credo sia possibile cambiare, se ha ceduto vuol dire che non è una persona forte ed è una persona che non ha i miei stessi valori. Il punto è questo: se una persona impegnata cede alle avances di una collega, può avere un attimo di debolezza, soprattutto se il suo rapporto di coppia è in crisi. Ma il giorno dopo se ne pente, non persevera. Mi farebbe meno male sapere che ci è stato una volta e che subito dopo se n’è pentito. Ma sapere che è successo un po’ di volte mi tormenta. Due mesi fa l’ho lasciato. Sono ancora combattuta. Com’è possibile che io stia ancora così male dopo un anno? E perché non so stargli accanto senza rinfacciargli quel che ha fatto? Cosa devo fare? Grazie. Laura

Risposta - Cara Laura, ciò che mi ha colpito in prima battuta di quanto mi hai scritto riguarda il fatto che tu stessa ammetti che stando con Marco, sono emersi dei lati del tuo carattere non proprio positivi, in particolare una gelosia morbosa che ti porta a dubitare sempre di lui. Ciò significa che prima non ti era mai capitato di essere gelosa? Come ti rapportavi con gli altri ragazzi che hai frequentato?  Sei mai stata tradita? Nel caso come hai reagito? Ti pongo virtualmente queste domande perché è importante capire se si tratta di una tua insicurezza oppure se Marco è una persona che effettivamente si comporta in modo tale da generare dubbi nella sua partner. Ma cerchiamo prima di capire che cos’è la gelosia. Bisogna innanzitutto distinguere tra una gelosia normale ed una gelosia patologica. La gelosia normale si manifesta a livelli accettabili e può essere anche una riprova per se stessi e per il partner di provare un sentimento vero perché rappresenta la paura di perdere l’altro. La gelosia patologica comprende: una paura irrazionale della perdita e della separazione, un’aggressività persecutoria verso il partner, atteggiamenti sospettosi per qualsiasi rapporto tra il partner e persone dell’altro sesso, una scarsa autostima e un senso di inadeguatezza. La gelosia patologica si verifica anche se non ci sono elementi che possono realmente darle origine, infatti spesso nasce da circostanze e situazioni infondate che portano la persona ad  interpretare la realtà in maniera distorta. La persona che manifesta una gelosia patologica può aver avuto dei genitori che non le hanno dato sufficiente fiducia in sé e nel proprio valore, rendendola quindi particolarmente insicura anche nelle storie sentimentali. Tornando al tuo caso specifico, se già in passato sei stata gelosa del tuo partner, allora dovresti lavorare su te stessa, sulle tue insicurezze e migliorare la tua autostima, anche con l’aiuto di un esperto. Nel caso in cui invece tu abbia sviluppato questa forma di gelosia solo con Marco, ciò significa che hai scelto di partenza una persona problematica, che probabilmente ha bisogno di conferme o che non sa creare un sano equilibrio nella coppia. D’altra parte, la tua gelosia non giustifica il suo tradimento. Se per lui il tuo comportamento non era più accettabile avrebbe dovuto proseguire per la sua strada e fare scelte diverse. Invece così, paradossalmente, la situazione si è complicata perché lui ha concretizzato le tue paure e adesso ti logori nel sapere che ciò che più temevi si è avverato. Se già prima era difficile, come pensi di affrontare tutto questo sapendo che lui è in grado di tradirti? Vivresti ancora peggio di prima, con l’angoscia che possa rifarlo. Credo che sia giunto il momento di fermarti e di tirare le somme della tua vita. Tu stessa affermi che se Marco ha ceduto vuol dire che non è una persona forte ed è una persona che non ha i tuoi stessi valori. Magari lui ti piace, ha tante qualità che ti attirano, ma forse gli manca la cosa più importante: la capacità di regalarti la serenità. Perché è questo aspetto che dona armonia al rapporto: la consapevolezza che quella persona c’è e che puoi fidarti di lei. Se manca questo presupposto è tutto troppo complicato: davvero ne vale la pena? Le tue insicurezze in questo caso non ti aiutano, ma è in te stessa, nei familiari e negli amici (ed eventualmente attraverso una psicoterapia), che devi trovare la forza per volerti sufficientemente bene da pensare a te stessa e alla tua felicità.

Domanda – Sono una persona che al momento dovendo affrontare una situazione postuma ad un’attività commerciale andata male, ha ovviamente preoccupazione. Quindi potremmo dire ansia “normale”? Le chiedo se secondo Lei ciò rientra in uno stato mentale nella norma e quindi non necessitare di un percorso psicoterapeutico. Se fosse così gentile da “illuminarmi”. RingraziandoLa di cuore, Le auguro ogni bene.

Risposta – Gentile lettore, le difficoltà economiche hanno toccato e stanno coinvolgendo moltissime persone in questo periodo di crisi. È normale che ciò si viva con ansia e preoccupazione, soprattutto se si sono intraprese attività economiche a proprio carico, se si ha una famiglia, dei figli, ecc.. L’incertezza del guadagno e delle possibilità di sostentamento, sono tutti fattori che generano una profonda incertezza su cosa accadrà nel proprio futuro. D’altra parte l’ansia è un’emozione di base, che comporta uno stato di attivazione dell’organismo e che aumenta quando una situazione viene percepita soggettivamente come pericolosa. Solitamente l’ansia si traduce in una tendenza immediata all’esplorazione dell’ambiente, nella ricerca di spiegazioni, rassicurazioni, vie di fuga, e in una serie di fenomeni neurovegetativi come l’aumento della frequenza del respiro, del battito cardiaco, della sudorazione, vertigini, ecc.. Un percorso psicoterapeutico le sarebbe utile laddove le motivazioni del fallimento della sua attività commerciale risiedano in fattori legati per esempio alla sfera privata, al suo modo di rapportarsi agli altri, ad eventi che l’hanno distratta dai suoi impegni e che lei non ha potuto o saputo gestire. Se invece l’ansia deriva esclusivamente da problemi economici la psicoterapia potrà da una parte supportarla in questo periodo complicato, ma non le risolverà il problema.

Domanda  – Sono Maura una ragazza di 24 anni  vorrei sapere quanto è grande per una donna lo sforzo fisico del parto? È davvero il più grande della vita come si legge in alcuni racconti?  Ho sentito dire che in alcuni corsi preparto si simulano le spinte; vorrei sapere se serve davvero e se durante la simulazione le future mamme si sforzano davvero o serve solo per provare la posizione? Grazie! Maura

Risposta – Cara Maura, il dolore fisiologico del parto varia da donna a donna, tuttavia è vero che è indicato come particolarmente intenso. Esso è intervallato da scariche di endorfine, che lasciano il tempo per pause riposanti che permettono anche di fare un pisolino tra una contrazione e l’altra per riprendere le energie. Il dolore è molto forte, ma è anche associato ad un evento meraviglioso, la nascita di un figlio, e non a qualcosa di patologico come di solito avviene quando si soffre. È infatti l’unico dolore che non è sintomo di malattia. Appena la donna ha partorito naturalmente, il dolore termina immediatamente e con il passare dei giorni viene dimenticato, lasciando spazio solo a ciò che c’è di bello nel mettere al mondo un bambino. Per quanto riguarda le attività del corso pre-parto sono molto utili perché servono ad arrivare psicologicamente preparate al momento del parto, a comprendere meglio cosa accade al proprio corpo durante la gravidanza e agli eventi successivi, ad essere meno vulnerabile e a tenere più sotto controllo la tensione e lo stress nel momento opportuno.

Domanda – Le scrivo perché non so più come gestire la situazione. Non so che fare. Ho litigato già diverse volte con il mio ragazzo (32 anni e io 28, stiamo insieme da due anni, si parla di matrimonio) perché su facebook faceva l’idiota con le sue amiche. Alla fine l’ha chiuso perché ero intenzionata a lasciarlo ma ha sempre detto che il suo era solo un modo, a parole, di gratificare il suo ego cercando attenzioni altrui e che quelle ragazze non gli interessavano, tant’è che non è mai passato ai fatti. Da allora è cambiato, ha promesso di fare il bravo e lo fa, è molto attento e premuroso, in tutto e per tutto il fidanzato ideale. Ma ho scoperto che fa spesso tardi la notte cercando su siti di incontri ragazze che gli inviino foto hot e scambino email con lui. Ora, io capisco il bisogno e la curiosità maschile. Posso ammettere anche il porno entro un certo limite, ma non riesco ad ammettere queste cose! Cosa posso fare? Ok, ne posso parlare con lui, ma troverà sempre scuse banali ed evasive (tipiche maschili), quindi sarebbe inutile. Io voglio capire se questa continua ricerca del trasgressivo, che pare fermarsi alle parole, alle email, può essere pericolosa o no, se nasconde altro. Mi verrebbe di lasciarlo ma prima voglio capire se è una cosa fine a se stessa, con lo scopo della gratificazione, o malsana, cioè potenzialmente concreta. Non voglio diventare il suo cane da guardia, voglio stare tranquilla, ma solo e soltanto se questa cosa non ha effetti di nessun tipo e resta un gioco notturno – cioè fatti squisitamente suoi – e nella notte stessa si conclude. Spero che Lei sappia darmi un consiglio. La saluto cordialmente, Manuela.

Risposta – Cara Manuela, sono tanti gli uomini che guardano film pornografici anche grazie alla facile reperibilità di questo materiale su Internet. Spesso ciò non è indice di una insoddisfazione del rapporto, ma serve alla persona per rifugiarsi nel suo mondo di fantasie sessuali. Lo scambio di email e di foto hot con altre ragazze è invece un’attività che va al di là della fantasia, ma è un mettere in pratica ciò che si immagina o si desidera. C’è da chiedersi se la vostra intimità sessuale è buona o se ci sono problemi. Al di là di questo il comportamento del tuo ragazzo indica una grave mancanza di rispetto nei tuoi confronti perché, anche se solo virtualmente, lui ti “tradisce” cercando rapporti intimi (anche se solo visivi) con altre donne. Penso che tu debba chiarire bene questa sua indole per capire se è un problema suo o se ci sono oggettive difficoltà all’interno della vostra relazione.

Domanda – Sono un ragazzo di 24 anni, da poco la mia ragazza mi ha lasciato (1 mese), siamo stati poco insieme (4 mesi) ma io l’amavo profondamente. Ci sono stati vari intoppi e miei comportamenti errati ma mi vorrei soffermare su una tematica. Non abbiamo mai fatto sesso, abbiamo fatto molto petting, sesso orale, ma un rapporto completo mai perché io ho avuto e ho ancora (in attesa di consulto medico) un problema al frenulo (credo sia breve) che mi dava dolore anche nella semplice penetrazione. Non posso chiederle di interpretare un pensiero della mia ex (in quanto non la conosce), ma lei crede che in una relazione di 4 mesi, un problema del genere possa essere abbastanza pesante per una ragazza, tale da farle decidere di lasciarmi? Sicuramente non è il solo motivo. Io il problema lo sto affrontando ma quando stavo con lei, non l’ho affrontato in famiglia e quindi rivolgendomi ad una struttura pubblica ero in attesa (ci sarebbero voluti mesi) di un consulto urologico. Potrebbe aiutarmi? Saluti

Risposta – Caro lettore, non credo che il motivo della rottura sia stato il tuo problema al frenulo. La tua ex ragazza sapeva che si trattava di qualcosa di temporaneo che poi avrebbe avuto una soluzione. Quindi penso che tu debba orientarti su quali sono stati gli intoppi e i comportamenti errati da parte tua di cui però non fai cenno in modo più approfondito nella tua email. Piuttosto ti consiglio di parlare con i tuoi familiari del problema che devi curare.

Domanda - Sono una donna di 43 anni, ho un figlio di 8 anni,  il mio compagno mi ha lasciata quattro anni fa alla vigilia del mio 39° compleanno, dopo 16 anni insieme. Da allora non riesco a essere felice della mia vita. La fine del mio matrimonio ha segnato la fine di quasi tutte le mie aspettative, avrei voluto avere altri figli, avrei voluto seguire la mia famiglia, mi piaceva cucinare, avrei voluto costruire qualcosa, essere indipendente, avrei voluto essere amata da un compagno di vita. Adesso invece mi sento sola, non realizzata, costretta dalle necessità economiche a svolgere un lavoro che non avrei voluto fare ma che è l’unico che ho e so fare, costretta a vivere con mia madre e a sottostare ancora alle sue regole; costretta dalla salute, dal tempo che passa  e dal fatto che sono sola a rassegnarmi a essere la mamma di un figlio unico. In questi anni, sia da sola che con l’aiuto di figure specializzate, psicologi, sono riuscita a riconquistare il mio amor proprio lavorativo, un minimo di autostima fortemente usurata dal mio exmarito. Ancora oggi ammetto di esserne innamorata dato che non riesco a odiarlo e ne avrei di motivi per odiarlo. Col tempo ho riconquistato la mia salute (l’ultimo anno di matrimonio dovetti fare 6 trattamenti antibiotici perchè mi ammalavo in continuazione e avevo le unghie diventate di burro), ma non completamente (mangio troppo, cerco nel cibo conforto). La mia infelicità attuale deriva dal fatto che mi sento sola, sola perchè di una compagnia maschile, priva di amore, ma non sola sessualmente, ma sola come donna e non riesco a uscire da questa condizione. Ho provato a fare nuove conoscenze ma da che ho iniziato a cercare (circa tre anni),  ho collezionato solo delusioni. Difficile mettere insieme tutto! Attrazione fisica, cervello e uomo. Non sono una bellezza sono la classica matrona con seno grosso, spalle larghe, bassetta, quadrata (sicuramente ho il problema che io esteticamente non mi piaccio).  A 43 anni non è facile trovare un compagno: i miei coetanei guardano le trentenni, quelli un po’ più giovani guardano alle donne come me come a un’ottima soluzione per trovare sesso disinibito a buon mercato; e i più grandi di me solitamente sono uomini rimasti soli perchè hanno qualche problema. Attendo una risposta, grazie e cordiali saluti. Donatella

Risposta - Cara Donatella, forza! È il momento di ricominciare a pensare a te in tutti i sensi. Il tuo obiettivo non è trovare un uomo, ma dedicare del tempo alla cura di te stessa e del tuo corpo. Devi imparare a piacerti. Anche nel rapporto con il tuo ex marito tutta la tua attenzione era dedicata a lui e non a te come persona con i tuoi interessi e le tue passioni. In questo modo si creano solo rapporti di dipendenza totale e di annullamento che quando finiscono lasciano la persona più debole completamente annullata, in quanto priva della sua ragione di vita. Adesso devi imparare a svolgere attività che ti fanno stare bene. Ad esempio, mi scrivi che non ti piaci fisicamente. Fai qualcosa per risolvere questo problema. Come pensi di piacere ad altri se non piaci nemmeno a te stessa? Fai attività fisica, iscriviti ad una palestra, cura il tuo abbigliamento e fai attenzione all’alimentazione. È frequente che chi è deluso dalla fine di un amore usi il cibo come sfogo per riempire un vuoto. Hai 43 anni, sei giovane e hai ancora una vita davanti. Perché sprecarla? Vedrai che quando ti piacerai fisicamente, anche il tuo umore ed il tuo approccio verso gli altri cambieranno. A quel punto sarà giunto il momento per cercare qualcuno con cui condividere il resto della tua vita.

 

Domanda - Sono una donna separata di 44 anni che convive da dieci con un uomo separato di 48 che ha un figlio viziato, maleducato, strafottente e chi più ne ha più ne metta. Ho cercato di instaurare un rapporto con lui di educazione e rispetto da quando aveva 3 anni, impossibile rimane sempre lo stesso. Comunque questo ragazzino ogni weekend, feste comandate e ferie è sempre con noi e io lo accetto a malincuore ma lo faccio. Premetto che anch’io ho una figlia di quasi 17 anni che non ne vuole sapere né del moccioso né del mio compagno e viceversa, faticano ad andare d’accordo! Per vederla sono io che vado a trovarla, lei vive con il mio ex. Comunque io e il mio compagno ci siamo sempre tenuti un paio di settimane all’anno, ogni sei mesi circa, per andarcene per i fatti nostri senza il moccioso. Quest’anno novità nella nostra solita settimana di ottobre di ferie dove ci rechiamo a Roma, vuole venire anche il piccolo mostro. In ferie se ne era parlato per 3 minuti a cena una sera, ora mi ritrovo che il mio compagno ha già detto con la sua ex che il figlio viene con noi a Roma e io lo so solo ora senza averne parlato più. Io ho provato a dire con il mio compagno che per me andare a Roma è il modo di stare con lui e ho finora dei bellissimi ricordi, che non voglio rovinare tutto per il mostricciattolo, ma ormai la frittata è fatta. Cosa devo fare? Mi dia un consiglio. Io sono stufa di subire la presenza di suo figlio sempre e di non aver più un angolo solo nostro in cui rifugiarmi anche solo nei ricordi. La prego mi aiuti non ne posso più, amo il mio compagno alla follia e non so più che fare. Ho paura che prima o poi questo amore si trasformerà in odio per colpa di suo figlio e della sua ex! Grazie mille del suo aiuto in anticipo. Manuela

Risposta - Cara Manuela, cambiare le cose ora dopo 10 anni di convivenza non è affatto semplice. D’altra parte il ruolo del genitore separato è sempre molto difficile, perché si tendono ad avere sensi di colpa che portano ad accontentare i figli in tutto senza considerare le conseguenze a livello educativo, come ad esempio crescere un bambino viziato e strafottente. Non solo, il genitore separato metterà sempre al primo posto il figlio, nonostante stia vivendo un’altra storia importante. Mi rendo conto che avete da anni l’abitudine di questa settimana fissata solo per voi, ma perché a questo punto non la dedica solo a se stessa, lasciando il suo compagno con il figlio ribelle? Potrebbe andare con un’amica a visitare una bella città, in un luogo termale oppure in campagna. Sarebbe una settimana dove potrebbe coccolarsi e fare ciò che più le piace. Rinuncerebbe a stare con il suo compagno, ma eviterebbe di rovinarsi completamente questa vacanza a causa del bambino. In questo modo anche i bei ricordi di voi due a Roma resterebbero intatti. Chissà che poi il suo compagno vedendola così indipendente, non si penta della sua decisione affrettata e magari la prossima volta sarà più attento anche alle sue esigenze.

 

Domanda - Talvolta mi capita di pensare che vent’anni fa avrei potuto fare delle cose che non ho fatto e che quindi mi sono perse. Penso anche che probabilmente fra vent’anni penserò che vent’anni prima, cioè oggi, avrei potuto fare cose che non ho fatto e che mi sono perse. Il fatto è che oggi, per quanto mi sforzi di pensare, non riesco a capire cosa potrei fare affinchè fra vent’anni non mi capiti di dire che vent’anni prima, cioè oggi, non ho fatto cose che avrei potuto fare. Non riesco neanche a capire cosa avrei potuto fare vent’anni fa affinchè oggi non mi dicessi che non le ho fatte. Mi puoi aiutare a capire? Ti ringrazio e ti saluto cordialmente.

Risposta - Caro lettore, tutto dipende da come tendi ad approcciarti alla vita e su che basi fai le tue scelte. Magari ponderi troppo a lungo i pro e i contro di tutte le situazioni che ti si propongono durante la giornata o nel corso dei mesi e degli anni. D’altra parte mi scrivi anche che non sai cosa avresti potuto fare 20 anni fa per non pentirti oggi di eventuali occasioni perdute. Si può essere restii a cogliere le occasioni che la vita ci propone per paura, timidezza, ansia, pensieri negativi, diffidenza, ecc. Ma in questo modo continuerai per tutta la vita ad avere il dubbio di ciò che avresti potuto fare e non hai fatto e di come tutto ciò avrebbe potuto cambiare la tua vita. È un pensare continuamente a “se avessi fatto…”, “se avessi detto…”. La vita non può essere coronata di dubbi, ma piuttosto deve essere vissuta pienamente, senza rimorsi né rimpianti con obiettivi di serenità e fiducia.

 

Domanda - Sono Rosella, una signora di 62 anni (mi pare ben portati) sposata da 39 con un marito che ho sempre definito affettuoso, gentile abbastanza premuroso nei miei confronti, ma che evidentemente nasconde un’anima molto diversa da quella che mi immaginavo. Ne sono sempre stata innamorata, è stato il mio unico uomo. Recentemente, dopo una serie di fatti casuali, ho scoperto che alcuni anni fa è stato con delle prostitute, dapprima per caso (in seguito ad un autostop richiesto) e poi cercata. Dopo un paio di volte molto gradite, sembra che questa ragazza sia sparita dalla circolazione. Allora si è rivolto ad un’altra che però, a suo dire, l’aveva un po’ ripugnato. Al che si è fatto venire i sensi di colpa. Però se non avessi avuto sensazioni di qualche cosa che non andava (non manifestava più desiderio nei miei confronti, strane telefonate che lui spergiura di non conoscere) probabilmente la cosa non sarebbe uscita. Lui assicura che si è trattato di un breve periodo di cui si è strapentito, che è sicuro che non succederà mai più, che mi ama sempre, ma io non riesco più di tanto a perdonare. Per qualche giorno mi sembra di poterlo fare e tutto sembra anche meglio di prima, poi però all’improvviso mi viene una rabbia e lo rifiuto e ferisco. Cosa fare?

Risposta - Cara Rosella, pensa che il vostro rapporto sia esaurito a causa di questi tradimenti oppure ritiene che ci siano dei margini per ripartire da capo ed investire nuovamente nell’altro? Perdonare un tradimento è molto difficile perché va a toccare aspetti intimi della persona, come l’autostima e l’orgoglio. Si prenda del tempo per riflettere senza avere fretta. Se decide di intraprendere la strada del perdono, deve lasciarsi tutti i rancori e la rabbia alle spalle senza che vi sia un clima di sospetto e tensione e cercare di ricostruire qualcosa di positivo con suo marito. Faccia una valutazione tra i vantaggi e gli svantaggi delle varie possibili soluzioni che ha in mente e delle motivazioni che possono aver spinto suo marito a tradirla. Se alla fine il bilancio del rimanere insieme è comunque positivo, insieme createvi degli spazi comuni e cercate interessi da condividere. Magari fate un viaggio insieme che suggelli il desiderio di ricominciare.

scrivereMi chiamo Anna e ho 43 anni. Quattro mesi fa ho conosciuto un uomo di 44 anni, dal primo giorno mi ha raccontato solo menzogne. La prima bugia sul suo lavoro, poi mi aveva detto che era libero invece dopo una discussione mi ha confessato di avere due figli, e di non avermi detto prima la verità per paura di perdermi. La seconda bugia è che lui era separato e viveva sotto casa loro in un altro appartamento. C’avevo creduto visto che la sera mi chiamava e stavamo al telefono per ore, ma ora non so più a cosa credere. Nella seconda e terza settimana di luglio lui è andato in vacanza con i figli e lì non ha potuto nascondermi che c’era anche lei. A quel punto mi ha dovuto raccontare tutta la verità cioè che lui vive in casa con la moglie e i figli, ma dorme sul divano da circa due anni, mi ha raccontato che è separato in casa e che fa questo solo per i figli. A questo punto non so più a cosa credere, mi ha raccontato tantissime bugie, vorrei un consiglio su come comportarmi. Ti ringrazio fin da ora, Anna.

Cara Anna, il consiglio immediato che mi viene in mente è: scappa a gambe levate da quest’uomo! D’altra parte sei tu che devi effettivamente decidere cosa fare. Chiediti cosa desideri da una relazione: vuoi bugie, menzogne, incertezze, mancate promesse? Non penso. Come non penso che questa persona sarà mai sincera con te. Devi essere tu la prima a credere di meritare di meglio: un uomo che sia onesto, affidabile e del quale non dover dubitare continuamente.

Sono un ragazzo italiano e le scrivo per raccontarle la mia storia: dopo una relazione di 4 anni e mezzo con una ragazza, finita per sua scelta, io rimasi molto male vista la durata e le aspettative. Avevo quasi 5 anni in più di lei e la nostra storia iniziò che ne aveva 17, quindi non era forse ancora matura. Finito il rapporto sa com’è, si è tristi, su facebook pubblicavo canzoni riguardanti storie che finiscono e così via. Dopo qualche mese, casualmente, conosco questa persona sul social network tramite un’amicizia in comune. Iniziamo a chiacchierare ogni tanto quando ci troviamo e via dicendo, finché un giorno decidiamo di incontrarci di persona per conoscerci. Da lì a qualche giorno lei mi invitò a casa sua una sera, poi siamo usciti qualche volta e via discorrendo. Ogni volta che andavo da lei era sempre verso sera, anche perché ha 13 anni più di me, un matrimonio alle spalle ed un figlio, quindi non voleva far vedere che frequentava un ragazzo più giovane. Mi diceva sempre di tornare dalla mia ex o di trovare un’altra persona perché lei non era adatta a me, ma non mi importava, pensando anche ad un futuro insieme. Quando mi ha conosciuto, con il suo modo di essere è riuscita a tirarmi fuori dal pozzo in cui stavo per la fine del precedente rapporto, solo chattando e ha significato tanto per me. Un giorno di punto in bianco mi disse che mi aveva visto qualcuno e non potevo più andare a casa sua perché giravano voci sul suo conto e le dava fastidio. Da lì non ci siamo più frequentati (a parte vederci una volta ogni tanto per un caffè), però lei iniziò a vedersi con un ragazzo del quale mi disse che non le importava assolutamente nulla. Per me fu una doccia fredda, perché io sono una persona sincera e credevo di aver trovato la stessa dote in una donna come lei. Un giorno pubblicai qualcosa sulla mia bacheca di facebook e si offese perché aveva capito che mi riferivo a lei e dei miei amici commentarono dandole contro (pur non sapendo chi fosse e nemmeno che il mio messaggio era riferito ad una persona che avevo frequentato). Da lì mi cancellò dagli amici e non si fece più sentire. Io la contattai e un giorno ci trovammo per parlare della situazione, ma mi attaccò dicendo che lei amava un’altra persona, dovevo lasciarla stare e altre cose anche abbastanza pesanti. Non so come uscire da questo tunnel e vorrei recuperare almeno l’amicizia con questa persona. Potrebbe darmi un consiglio? Grazie mille.

Caro lettore, perchè incaponirsi nel volere un’amicizia con una persona che invece non la desidera e non ne sente la necessità? Ora sei in questo tunnel solo perchè sei tu a volerci rimanere. Rifletti: sai benissimo che puoi reagire alla fine di una relazione perchè lo hai già fatto, anche grazie a questa persona. Riparti da questo punto, ma avendo chiaro in mente tutto ciò che hai provato e fatto quando hai iniziato piano piano a reagire alla fine della storia precedente. E non voltarti indietro: ciò che di positivo ti aspetta nella vita deve ancora arrivare!

Ho letto il suo post su Tiscali e mi sono deciso a parlarle del mio caso. Sono ormai 19 anni che va avanti questo mio problema. Circa 19 anni fa al mare, avevo 30 anni, come facevo ogni giorno, mi sono tuffato in acqua ed ho iniziato a nuotare nei vari stili (libero, rana, farfalla..), sono arrivato al largo dove non toccavo e mi sono reso conto che ero in debito di ossigeno. Sono andato in panico, credevo che non sarei più riuscito a tornare a riva, il cuore batteva all’impazzata. Sono riuscito a tornare sulla spiaggia con il cuore che batteva a mille. Da allora ho avuto sempre paura di fare sforzi che avrebbero inevitabilmente comportato un maggior battito cardiaco e quindi ho avuto paura della tachicardia. Come può comprendere ciò ha comportato un progressivo allontanamento da qualsiasi forma di attività fisica che a sua volta ha comportato una riduzione della capacità aerobica. Il classico serpente che si morde la coda. Ora mi ritrovo che non posso fare dieci graditini di scale senza fermarmi. Mi aiuti. La mia vita è una vita a metà. Cosa posso fare? La ringrazio di cuore, Giuseppe.

Caro Giuseppe, anche all’azzurra Giorgia Consiglio nella 10 km di nuoto di fondo circa due mesi fa è capitato di dover interrompere la gara per una crisi respiratoria dovuta ad un attacco di panico. La paura più grande in quei momenti è quella di morire per cui quando la tachicardia piano piano diminuisce ed il battito ritorna ad un ritmo regolare, tutto ciò che rimane è il tremendo ricordo delle sensazioni di grande paura che rendono impedente qualsiasi tentativo di approcciarsi ad una situazione analoga a quella che ha generato l’attacco di panico. Ciò che devi fare è riavvicinarti con molta gradualità a ciò che più ti spaventa e metterti alla prova anche solo per un minuto, aumentando il tempo di volta in volta, così da renderti conto che non ci sono pericoli concreti che possono danneggiarti. Non è un percorso facile da affrontare da soli, per cui ti consiglio di rivolgerti ad un esperto.

Sono fidanzata da 5 anni con un ragazzo che fa il carabiniere. Abbiamo trascorso i primi anni meravigliosamente, poi l’hanno trasferito per lavoro fuori e da lì pian piano lui ha iniziato a cambiare carattere: molto più forte, mentre io sempre più debole, più gelosa, l’opposto di come siamo sempre stati. Io vorrei tanto riuscire a ritornare come un tempo, forte e decisa, l’opposto di quello che era lui e che è diventato grazie a me. Ora mi cerca meno ed è meno attento a molti dettagli. Io ci soffro troppo, mentre quando ritorna in licenza, ritorna come prima e sto benissimo. Ma non posso stare dieci giorni bene e un mese male perchè non mi cerca più di tanto, non mi coccola, anzi ogni volta che parte mi promette che mi cerca e poi sempre la stessa cosa. Lui dice che mi ama, che anche se non mi cerca spesso non è detto che non mi pensi, ma è assurdo tutto ciò. Io credo che la colpa sia mia e della mia famiglia, gli diamo troppe certezze, troppo affetto che non ha mai visto nella sua famiglia, gli faccio vedere di essere gelosa ecc. Come dovrei comportarmi per ritornare a vivere serena e riprendere la sicurezza che mi manca per vivere questa storia? Io lo cerco sempre per prima per paura che lui non lo faccia e poi chissà magari mi lasci.

Cara lettrice, in qualche modo la soluzione al tuo problema si trova già tra le righe della tua lettera. Tu scrivi che cerchi sempre per prima il tuo ragazzo per paura che lui non lo faccia e che ti possa lasciare. Ma davvero pensi che se tu non lo cercassi così spesso lui non potrebbe lasciarti comunque? Così facendo rendi te stessa più insicura e lui più forte. Allora cerca di evitare di essere sempre tu a fare il primo passo, dai il tempo al tuo ragazzo di sentire la tua mancanza e di cercarti. Solo così avrai davvero la misura di quanto lui tiene a te. Non puoi colmare le sue mancanze ed esserne poi soddisfatta. Fai una tua vita, esci con gli amici e divertiti. Ritrova la fiducia in te stessa, che non deve dipendere da lui, ma da come riesci a gestire la tua vita indipendentemente dai fattori esterni. E se poi le cose seguiteranno ad andare male e tu continuerai a sentirti “dieci giorni bene e un mese male”, considera che forse non è la persona giusta per te.

1328467-donna-disteso-sul-pratoDomanda – Salve. Ho la mente un po’ confusa riguardo una persona e spero lei possa aiutarmi a capirci qualcosa. Sono una ragazza di 22 anni, nel mio posto di lavoro siamo 4 ragazze. Ho da fare con un sacco di clienti, ma uno viene abitualmente, tutti i giorni, vuole solo farsi servire da me e contorna il tutto con paroline teatrali tipo “amore mio” “ti amo” “sono follemente innamorato di te”, “sei bellissima”, in modo scherzoso, ma lo fa sempre. Addirittura mi lascia bigliettini con queste frasi, una volta mi ha abbracciata di sorpresa, un’altra volta mi ha preso la mano. Ha 40 anni e anche una bimba, nonostante tutto mi guarda, mi lancia baci, mi scrive bigliettini, il tutto con ironia, ma a me chi ha questo atteggiamento sembra flirtare. A me sembra che la butti sullo scherzo ma ci sia un pochino di verità, magari è solo un po’ attratto da me. Ora arriva qua la mia perplessità. Non le nascondo che lo trovo affascinante, carismatico e bello, perciò dopo 4 mesi di questo “corteggiamento scherzoso” ho iniziato a rispondergli a tono, se lui mi dice “ti amo” gli rispondo “anch’io”, se lui mi dice “sei sempre più affascinante” gli dico “sei anche tu molto affascinante”,. il tutto nel medesimo tono scherzoso. Allora mi chiedo, come mai non si spinge oltre? Come mai tutti i giorni ha queste attenzioni per me, vede che io le ricambio e non fa niente? Grazie per la pazienza e per un’eventuale risposta.

Risposta – Cara lettrice, la situazione pare abbastanza ambigua e d’altra parte quest’uomo non fa nulla per renderla più chiara. Una motivazione ad esempio è che potrebbe essere sposato e, come a molti uomini piace fare, vuole solo misurare il proprio sex appeal senza andare oltre innocue battute. Potrebbe anche essere separato e allora forse cerca solo un modo per distrarsi e scherzare con te e alleviare così la tensione di un periodo negativo. Le spiegazioni possono essere molteplici, ma ciò che dobbiamo osservare sono i fatti. Prendi le cose per come vengono e goditi le attenzioni che questa persona ha per te senza aspettarti nulla e senza che sia tu a spingerlo ad andare oltre. Magari è meglio così visto che comunque ha una famiglia, mentre tu sei ancora in un’età spensierata dove è giusto che pensi a divertirti con i tuoi coetanei.

Domanda – Salve dottoressa, sono una ragazza di 25 anni. Circa tre anni fa ho messo l’apparecchio ai denti; il dentista è un ragazzo che attualmente ha 28 anni, mi ha colpito subito esteticamente. Premetto che sono fidanzata da 10 anni, lui ha dimostrato di essere interessato a me, io ho apprezzato molto così tanto che ho tradito la fiducia del mio ragazzo, perché ho cercato questo ragazzo su facebook, ho inviato email, mi intrattengo qualche minuto dopo la visita a parlare con lui a volte anche provocandoci a vicenda, invidio la sua vita sul lato economico che io e soprattutto il mio ragazzo non abbiamo. Gli ho fatto capire espressamente che mi piace a livello estetico anche perché di più non conosco di lui; mi sembra di avere idealizzato una persona che sicuramente non è come io magari mi aspetto. Ho lasciato per un attimo il mio ragazzo per lui, poi però ho voluto tornare con lui. Attualmente ho raccontato tutto al mio ragazzo dopo un anno e mezzo di bugie, io che fino a quel momento sono stata sempre sincera. Ora giustamente il mio ragazzo mi chiede chiarezza, ma io sento che amo il mio ragazzo e voglio stare con lui ma non basta per spiegarmi il perché sono arrivata a tanto cosa che prima non ho mai fatto? Se amo il mio ragazzo non dovrei considerare bello il dentista perché comunque ci ha provato anche se glielo ho permesso io. Perché non riesco a dire no a questo ragazzo che è bello ma non mi dice niente, e invece mi dico questo ragazzo è bello ma sono fidanzata altrimenti potrebbe essere un ipotetico mio fidanzato! Possibile che non amo più il mio ragazzo? O è solo un voler evadere dalla vita che non mi soddisfa? Io mi sento molto insicura e mi rispecchio molto in quella ragazza di 23 anni che dice perché cerco di piacere ai ragazzi? Io ho notato che ho il suo atteggiamento, voglio piacere, non sentirmi di meno alle altre ragazze, sono in cerca di certezze. È possibile che io abbia fatto di tutto per stare al centro dell’attenzione di questo dentista solo per mie certezze? E che le abbia cercate particolarmente in lui solo perché forse è un ragazzo che rispecchia il mio ideale di ragazzo? Io amo il mio attuale ragazzo, ma non capisco più se mi sto fissando che lo amo o sono solo in cerca di nuovi stimoli che diano un po’ di vita alla solita quotidianità? Mi aiuti a capire.

Risposta – Cara lettrice, dalla tua lettera non è chiaro se c’è stato qualcosa tra te e il dentista, per cui tengo a precisare che nella mia risposta non ho considerato un eventuale tradimento fisico nei confronti del tuo ragazzo. Si può considerare quasi normale avere una crisi dopo essere stata fidanzata dieci anni e considerando che all’inizio di questa storia avevi solo quindici anni. Capita di sentire di adolescenti che si fidanzano prestissimo e che coronano il loro sogno d’amore in una famiglia felice e stabile, d’altra parte ci sono casi in cui la giovane età è il punto debole della coppia. Si cresce insieme, ma c’è il rischio che non si segua lo stesso passo e che uno dei due vada più veloce dell’altro. Può accadere quindi che uno o entrambi si accorgano che gli obiettivi, i desideri e le affinità con il partner con il tempo siano cambiate fino a diventare divergenti. Anche se il dentista di cui parli non è o sarà l’uomo per te, in ogni caso nella vita arrivano delle messe alla prova e tale puoi considerare questo confronto con un altro ragazzo. Non è necessario che accada nulla, ma solo il fatto di far tentennare la tua volontà o di farti dubitare dei sentimenti verso il tuo ragazzo è un aspetto che non puoi non considerare. Prenditi un periodo di pausa per riflettere su ciò che provi e capire cosa vuoi davvero per te stessa e per il tuo futuro. Se la tua storia è arrivata al termine meglio saperlo subito sia per te sia per il tuo ragazzo, altrimenti questo periodo di pausa ti servirà per dare nuovo smalto ed energia al vostro rapporto.

Domanda – Buongiorno dottoressa, sono una donna di 39 anni, vivo e lavoro a Milano. Sono sposata da un anno e mezzo ma purtroppo per un problema creatosi tra me, mio marito e la mia famiglia non ho più fiducia in lui. È solo mancanza di fiducia, ma il sentimento c’è. Ero sconvolta quando ho scoperto che mio marito mi ha detto tante bugie, tra cui che non lavorava e si andava avanti solo con il mio stipendio. Può immaginare il problema economico che mi ha causato e che i miei genitori hanno dovuto riparare, tanto che si sono permessi di dire che devo separarmi da un uomo del genere. A me dispiace. Ora non so che fare poiché presa dallo sconforto mi hanno portata dall’avvocato ed ho inviato una lettera di separazione a mio marito. Soffro di panico, paura e ansia. Sono sempre triste e vuota. Forse potevo perdonarlo ma non ci riesco ancora e non so cosa fare. Grazie e buon lavoro, Teresa

Risposta – Cara Teresa, un presupposto importante per la lunga durata di un rapporto oltre al sentimento è la fiducia reciproca. Nel tuo caso bisogna capire da quanto tempo tuo marito non lavorava e perché non te l’ha detto. È stato licenziato da poco e non ha avuto il coraggio di dirtelo? In ogni caso la coppia deve condividere non solo le circostanze positive, ma anche quelle negative. Se tuo marito stava attraversando un periodo difficile era giusto che te ne parlasse. Parli anche di altre bugie che tuo marito ti ha raccontato. Non credi che in questo rapporto vengano a mancare dei valori fondamentali? La decisione deve essere tua, i tuoi genitori possono consigliarti, ma alla fine devi essere tu a pensare a ciò che ritieni sia più giusto per te. Ma rifletti bene: quanto potresti fidarti ancora di una persona che ti ha mentito su tante cose e per così lungo tempo?

Domanda – Gentile Dottoressa, sono un ragazzo di 24 anni e sto vivendo un periodo particolare della mia vita. Da qualche mese a questa parte ho scoperto una forte attrazione verso le trans (dopo aver visto alcuni video) e ora non riesco a pensare ad altro. Ho il forte desiderio di provare ad andare con una trans e vorrei capire se è sbagliato o meno. Premetto che sono ancora vergine e vista la mia grande timidezza non riesco a relazionarmi con le ragazze. Se penso a un rapporto con una trans invece mi sembra di sentirmi più al sicuro e con una persona che possa capirmi. Sbaglio? Grazie, Andrea

Risposta – Caro Andrea, la prima domanda che mi verrebbe da farti riguarda il tipo di rapporto che hai con le ragazze. A parte la timidezza e la verginità, ne sei comunque attratto? Hai avuto qualche storia sentimentale anche se poi non ti ha portato ad avere un rapporto sessuale? Queste domande hanno l’obiettivo di capire se la tua attrazione per i trans fa parte di un approccio trasgressivo o semplicemente curioso al sesso, se cela una possibile omosessualità repressa o se denota una seria difficoltà nel relazionarsi con le donne tale da cercare una via di fuga in un mondo che pare più vicino al proprio e quindi più gestibile. Il problema quindi non è tanto capire se è sbagliato o meno avere questo tipo di rapporti, che è comunque una scelta personale, quanto piuttosto risalire all’origine delle tue difficoltà relazionali che potresti risolvere grazie all’aiuto di un esperto.

vacanza-donna-solaDomanda – Cara Dott.ssa, sono una ragazza di 26 anni fidanzata da 11 anni. Un anno fa ho scoperto che il mio fidanzato mi ha tradito; una storia durata tre mesi anche se si conoscevano da anni (anch’io la conoscevo) due anni prima del tradimento si erano scambiati dei messaggi piccanti ma poi era finita lì; poi l’anno scorso sono stati insieme. Dopo la mia scoperta lui mi ha detto che è stato un errore, che non c’è stato sentimento da parte sua e che è me che ama. Io ho deciso di perdonarlo, lo amo troppo. Però quando ci separiamo (lui lavora e quindi stiamo lontano) mi sento triste perché penso a quel pensiero che non mi vuole abbandonare. Vorrei essere serena al mille per mille e invece penso che era così tutto perfetto. È normale che avrei voluto tanto che ciò non fosse mai accaduto, ma è successo. La nostra intimità va bene, anzi forse meglio di prima, però il pensiero di quello che è successo non mi abbandona mai. A volte mi chiedo se ho fatto la scelta giusta a perdonarlo, ma non riesco a pensare di separarmi da lui. Lo amo tantissimo però c’è anche la delusione di ciò che mi ha fatto e mi chiedo se quando era con l’altra pensava al male che mi avrebbe provocato. Io credo in lui quando dice che è me che vuole; mi ha detto che è stato uno sbaglio, un errore, che si è pentito. La cosa che mi fa male è il fatto che due anni prima si erano scambiati dei messaggi piccanti, ma poi l’anno scorso non è riuscito a resistere alla tentazione e mi ha tradita. Questo mi fa male, l’amore che prova per me non è riuscito a fermarlo dal compiere il tradimento. Quando sto insieme a lui è una meraviglia, ma non appena ci separiamo, riaffiorano sempre gli stessi pensieri e le stesse domande; forse in 11 anni il nostro rapporto si era appiattito? E lui è stato il più debole? La prego mi risponda. Grazie in anticipo, F. 

Risposta – Cara F., elaborare un tradimento è un passo molto difficile perché le reazioni possono essere molteplici. Dopo la scoperta o la confessione la persona tradita può reagire con rabbia e delusione per poi lasciare immediatamente il partner oppure rimanere ancorata al sentimento pensando di non poter fare a meno dell’altra persona. Elemento imprescindibile se si opta per rimanere insieme al partner nonostante il tradimento, è il perdono. Perdonare e lasciarsi alle spalle un tradimento non è cosa facile, come altrettanto difficile è chiudere un rapporto che dura da tanti anni. Il problema più evidente che emerge con il tempo è di non riuscire a riporre più la stessa fiducia di un tempo nell’altro. Si vive con l’angoscia che la situazione possa verificarsi nuovamente con ulteriori ferite e sofferenze. Allora il pensiero è sempre lì, soprattutto quando lui non c’è. Se un rapporto subisce il passare del tempo è evidente che la soluzione non bisogna cercarla all’esterno, ma all’interno della coppia attraverso il dialogo. Sicuramente il tuo ragazzo è stato più debole, ma vista la situazione precedente dei messaggi, non è stato nemmeno capace di evitare il verificarsi degli eventi. A questo punto devi pensare solamente a te stessa e al tuo benessere. Probabilmente da una parte vorresti lasciarlo per ciò che ti ha fatto ma ciò ti farebbe soffrire, dall’altra stare con lui ti procura altrettanta sofferenza per la perdita di fiducia nei suoi confronti che ti fa vivere in uno stato di paura e di tensione costante. Ciò che ti consiglio è riflettere, prendendoti del tempo, su ciò che ti farebbe stare bene veramente. Hai tutta una vita davanti e la tua scelta la condizionerà pesantemente. Se decidi di continuare a stare con il tuo ragazzo devi riuscire a lasciarti alle spalle il tradimento e tornare a fidarti di lui, altrimenti il peso dell’incertezza su cosa fa lui diventerà con il tempo insostenibile. Se invece pensi che è meglio ricominciare da sola, ricordati che ci sono tante persone con cui potrai ricominciare da capo, magari più felice e spensierata.

Domanda –  Gentile Dott.ssa, ho 22 anni e le scrivo per sottoporle una domanda. Tre settimane fa ho conosciuto un ragazzo, grande affinità, grande dialogo, grande feeling. Abbiamo iniziato ad uscire. Lui è partito in quarta con frasi del tipo “mi piaci tanto in tutti i sensi”, “mi fai stare bene”, “sei riuscita in poco tempo a darmi cose che altri non mi hanno dato in mesi”. Oltre a questo chiamate molto piacevoli e ripetute durante la giornata. Dove sta l’inghippo? Dopo due settimane di frequentazione alla grande, dopo che io ho espresso il desiderio di parlargli perché volevo rallentare perché sentivo che la cosa andava troppo veloce, mi ha scaricata via sms dicendo che ha capito di non essere pronto ad una cosa seria perché non sta bene con se stesso. Inutile dire che ho pensato subito fosse una banale scusa per scaricarmi visto che non ha ottenuto nulla, ora però non lo so mi stanno venendo i dubbi, magari è vero. Il grande problema è che nonostante io lo conosca poco e non mi sia mai fidata del tutto, devo dire che mi piace molto perché c’era un feeling particolare, anche a livello mentale, che non avevo mai trovato con nessuno prima. Esattamente non so nemmeno cosa voglio chiederle, però le sarei grata se mi desse un qualche consiglio. La ringrazio molto, A. 

Risposta – Cara A., purtroppo capita spesso di valutare male le persone. All’inizio sembra di aver trovato qualcuno di speciale che poi tanto speciale non era. In fondo il tuo istinto non ha sbagliato visto che avevi espresso il desiderio di parlare con questo ragazzo. Nonostante ci sia stato un feeling particolare, evita di struggerti e di perdere tempo stando male per una persona che è sparita senza motivi particolari. Probabilmente adesso sei ferita nell’orgoglio oppure sei spaesata per aver subito un comportamento che tu mai avresti messo in atto, cioè sparire senza spiegazioni. Vai avanti per la tua strada e vedrai che troverai persone rispettose di te e di cui potrai fidarti.

Domanda – Gent.ma dott.ssa sono un ragazzo di 26 anni e da circa un anno e mezzo sono fidanzato con una ragazza di 23 anni. Sia io che lei abbiamo affrontato, prima di questa storia, due storie molto importanti di circa 6 anni con i rispettivi partner. Nel novembre del 2009 ci siamo conosciuti e abbiamo iniziato a frequentarci. Nel marzo del 2010 è iniziata la crisi di coppia in quanto il suo ex ragazzo si è fatto risentire. A giugno del 2010 la mia ragazza mi confessa che da gennaio del 2010 a quel momento mi ha tradito con il suo ex. Presa dal senso di colpa e dalla vergogna del gesto mi ha detto che voleva, se io la perdonavo, continuare la nostra storia e io accettai, consapevole delle conseguenze dell’orribile gesto del tradimento. Tutto prosegue abbastanza bene fino ad ottobre del 2010 quando lei manda dei messaggi al suo ex scrivendole che per lei lui era tutto, che lo era sempre stato e che non vedeva l’ora di vederlo. Io preso dal panico decido di parlarle e la sua risposta è stata che era in un momento di difficoltà e ha deciso di scrivere a questa persona. Preciso che la loro storia è finita perché lei non era più innamorata di lui, lui non le dava più attenzioni da un anno e perché lo vedeva solo più come un amico e non come compagno. Passano i mesi e arriviamo ai giorni attuali (preciso che da ottobre ad oggi lei nei miei confronti è cambiata tantissimo in positivo, sono sicuro o quasi che lei abbia dimenticato questa persona). La scorsa settimana la chiama un amico d’infanzia e sapendo che era disoccupata le chiede di andare a lavorare presso il suo locale. Questo locale è frequentato spesso dal suo ex anche perché il titolare di questo locale è suo cugino e lei decide di parlarmene liberamente per capire se mi avrebbe turbato questa cosa. Ieri sera ho parlato con la mia ragazza dicendole che anche se lei andava a lavorare lì dentro io mi sarei fidato di lei e non avrei più fatto trasparire la mia gelosia. Lei mi ha sempre detto che non è completamente innamorata di me a causa dei miei comportamenti e che comunque vede in me il futuro se le cose tra di noi si assesteranno. Chi sa se Lei dottoressa può aiutarmi con qualche consiglio in merito. La ringrazio tantissimo dell’attenzione e spero con tutto il cuore in una sua risposta. 

Risposta – Caro lettore, partiamo da un presupposto fondamentale in una relazione sentimentale: i primi periodi in cui due persone stanno insieme sono i più coinvolgenti e passionali, dove niente e nessuno può distrarre dall’altra persona. Nel tuo caso invece dopo solo 4 mesi inizia la crisi, durante la quale la tua ragazza ti tradisce con il suo ex.  La tua partner all’epoca della storia con il suo ex l’ha lasciato per varie motivazioni, poi ha cambiato idea e ha ricominciato a frequentarlo a tua insaputa, confessandoti successivamente il tradimento ma volendo rimanere con te. Probabilmente la tua ragazza non sapendo bene che decisione prendere, ha tenuto in piedi due storie parallele e ad oggi afferma che “non è completamente innamorata di te” a causa dei tuoi comportamenti. L’aspetto paradossale è che tu sei stato tradito, ma le regole le detta sempre lei. Non dovrebbe essere il contrario? Tu sei stato ferito dai suoi comportamenti e tu devi decidere, a prescindere dalle sue promesse, se è veramente lei che vuoi accanto.  

Domanda – Carissima dott.ssa, mi chiamo Vanessa ho 18 anni e da un po’ di tempo sono sempre triste e mi chiedevo non è che sono in depressione? È già da qualche anno che le cose non mi stanno andando bene. Due anni fa ho iniziato a subire maltrattamenti psicofisici da parte dei miei genitori, c’è stato un periodo in cui mio padre mi picchiava tutte le sere perché mia madre lo chiamava (dato che sono divorziati) perché doveva farmi ragionare, perché sono pure sua figlia, e la soluzione per loro era picchiarmi e insultarmi. Sono pure finita in ospedale ed ero seguita da una psicologa, ma ormai avevo perso le speranze. L’unica soluzione era andarmene via e me ne sono andata, anche se dopo mia madre è venuta a prendermi e mi ha portata nel paese di sua mamma in Portogallo. I familiari non capiscono l’italiano e come ci sentivano discutere dicevano sempre che mia madre aveva ragione e una sera, durante una cena di cugini, mia madre si è presentata al ristorante e mi ha picchiata solo perché c’era anche il mio ragazzo, allora sono andata disperata al bar di mio zio a cercare conforto ma un altro fratello di mia madre ubriaco mi ha picchiata cercando di obbligarmi a salire in macchina per riportarmi da mia madre e lì sono scappata nella città del mio ragazzo per quasi un anno, finché anche lì una mia zia da cui stavo vivendo da quando me ne ero andata da mia madre, ha deciso che non voleva più avermi in casa e sono tornata in Italia. Dopo alcuni mesi ho avuto un incidente in macchina con i miei familiari. Poi mia madre ha voluto che me ne andassi di casa e così sono andata a vivere dal mio ragazzo, solo che comunque mi sento male con me stessa perché penso che ho fatto solo danni, è da tre mesi che piango e mi butto le colpe addosso e continuo a pensare di essere inutile. Non so che fare per cercare di non pensare a quello che ho subito e ora cerco aiuto rivolgendomi a lei, crede che sono depressa? Cosa dovrei fare per non pensare più a queste cose? Grazie in anticipo, Vanessa. 

Risposta – Cara Vanessa, quale persona non sarebbe triste, demoralizzata e sfiduciata nell’essere trattata in questo modo dalle persone che invece dovrebbero accudirla? È normale che essere colpiti così duramente a livello psicofisico porti a farsi delle domande, a chiedersi se c’è qualcosa che non va in se stessi, assumendosi le responsabilità per gli errori degli altri o sentendosi in colpa per ciò che è accaduto per tanto tempo. Il mio consiglio è di rivolgerti ad un consultorio ed ai servizi sociali per far presente la tua situazione, parallelamente potrai decidere di seguire una psicoterapia che ti permetta di ricostruire un equilibrio psicologico ed emotivo per affrontare la vita in modo più fiducioso.

diritti_umani_tratta02È il mestiere più vecchio del mondo e non conosce crisi: la prostituzione. Nonostante vi siano molte donne che ricorrono al cosiddetto gigolò a pagamento, sono gli uomini che fanno maggior uso della prostituzione.

Secondo alcuni dati europei, a far ricorso alla prostituzione sarebbe il 10 per cento cir­ca della popolazione, mentre in Italia ci sa­rebbero almeno 70.000 prostitute, tra italiane e straniere. I clienti sono essenzialmente di due tipi: quelli che ricorro­no alle escort, termine usato per definire le accompagnatrici di lusso oppure le ragazze che si prostituiscono in appartamento, e i clienti delle prostitute che lavorano sulla strada oppure dei trans. È difficile fare un identikit del cliente medio data la trasversalità della popolazione che si rivolge alle prostitute. Possono infatti essere persone istruite o ignoranti, single ma anche sposate e con figli o comunque con una partner fissa.

Ad ogni modo volendo specificare, i clienti delle escort sono principalmente giovani, spesso single, occupati e con un livello di scolarizzazione medio-alto, mentre chi ricorre alla prostitu­zione da strada ha un’età più elevata, un livel­lo di scolarità più basso e di solito è sposato (Cicerone, 2008). Molti pensano che coloro che vanno con le prostitute sono uomini che hanno problemi sessuali oppure che hanno una vita solitaria, ma in realtà sono tanti quelli che hanno una vita sociale normale, sposati, con figli e un buon livello di istruzione.

Quindi quali sono le motivazioni che spingono un uomo a pagare una donna per fare sesso? Una delle preoccupazioni degli uomini è conquistare. Non si sa quanto ciò dipenda dagli stereotipi, dalla necessità di dimostrare la propria virilità o da una mancanza di autostima, sta di fatto che molti uomini hanno la necessità di avere rapporti sessuali con altre donne nonostante siano già impegnati. Per coloro che invece non hanno una relazione stabile il rapporto sessuale con una prostituta permette di evitare coinvolgimenti emotivi e sentimentali e allo stesso tempo di soddisfare le proprie necessità e le proprie fantasie. Questa soluzione diventa patologica nel momento in cui la persona vi fa ricorso per rifuggire l’universo femminile “normale” per difficoltà di interazione e di confronto, rinforzando un senso di isolamento sempre maggiore.

Per la tipologia di maschio che ricorre alle prostitute per problemi sessuali, il problema insorge laddove egli faccia cilecca anche in questo contesto e si trovi ad essere deriso e preso in giro dalla donna che ha pagato. In questi casi la reazione può essere di una maggiore chiusura in se stesso oppure può sfociare in una rabbia che può scatenarsi contro la prostituta che, nei casi più gravi, diventa vittima di tale violenza.

L’uomo che decide di cercare una prostituta con cui fare sesso in qualche modo è come se andasse a “caccia” risvegliando l’istinto predatorio. L’uomo già assapora il piacere con la fantasia e inizia ad esempio a girare in macchina, guardando le varie prostitute e ripassando anche più volte in cerca della propria “preda”, come un cacciatore che perlustra il terreno prima di attaccare la vittima. In alcuni casi il piacere di cacciare e scovare la preda può essere anche più appagante rispetto all’atto sessuale.

Tra le altre motivazioni che spingono gli uomini a fare sesso con le prostitute c’è il bisogno di dominare, di umiliare la donna con l’idea che questo dimostri la propria superiorità di maschio. In questo gli uomini sono influenzati dalla visione di film pornografici dove la prerogativa è quella della donna sempre disponibile a fare sesso e pronta a farsi sottomettere e umiliare, anche attraverso pratiche sessuali estreme e perverse che l’uomo non chiederebbe mai alla propria compagna (De Luca, 2009). Forse le fantasie erotiche dei clienti delle prostitute, come quella di interpretare un film porno, possono spiegare in parte il successo delle molte fiere dell’erotismo sorte negli ultimi anni.

Anche la prostituzione va di pari passo con la modernizzazione della società e allora ecco che molti uomini anziché cercare le prostitute in strada, le cercano nelle chat. La prostituzione, il mestiere più vecchio del mondo, purtroppo rimarrà tale perché riesce ad adattarsi ai cambiamenti della società, alle sue tante perversioni, ai mutamenti dovuti alla tecnologia e alla frenesia del mondo moderno.

amanti-436.jpg_415368877Domanda - Cara dottoressa, sono una donna di 48 anni sposata da 25, con mio marito ho un buon rapporto sia di stima e sia sessuale, anche se ultimamente non mi eccito più come una volta. Pensavo si trattasse del fatto che sto entrando nel periodo della menopausa, però ultimamente, circa sei mesi fa, ho conosciuto un ragazzo di dieci anni più giovane di me, anche lui sposato da sei anni e non ha figli, ultimamente stanno provando anche con l’inseminazione artificiale. Sei mesi fa lui ha iniziato a farmi una corte serrata con tanti sms al giorno, ci incontravamo quasi tutti i giorni e così è nata una storia all’inizio con tanti baci e tanto affetto da parte sua ed anche mia, ma ultimamente lui è diventato molto più distante non mi cerca più come una volta, ma quando poi ci incontriamo siamo molto passionali, facciamo l’amore con un trasporto bellissimo ed io mi eccito moltissimo, quindi non era un problema di menopausa. Quando ci incontriamo io sto bene, poi però quando lui non mi cerca, come faceva prima, mi deprimo e dico a me stessa che non lo devo vedere più, infatti più di una volta l’ho lasciato perdere, ma lui dopo qualche giorno ricomincia con i suoi sms in cui mi scrive che vuole vedermi, accarezzarmi, stringermi, ecc. Purtroppo non riesco ad allontanarlo definitivamente da me e soprattutto dal mio cuore, lui mi piace perché all’inizio era veramente molto affettuoso con me, cosa che mi manca con mio marito, lui è un tipo poco affettuoso di questo con mio marito ne abbiamo parlato per anni, ma lui non riesce a cambiare ed alla fine mi sono arresa. Dottoressa, La prego di rispondermi al più presto, mi va bene anche una sgridata perché so che non è una cosa bella tradire un marito che non lo merita. Alla luce di quanto le ho appena esposto pensa anche Lei che per lui è solo una storia di sesso? Anche se lui mi dice che non è così, ma io la vedo appunto diversamente. Mi dispiace che mi abbia preso in giro, ma soprattutto mi dispiace che io mi sono messa in una situazione da farmi prendere in giro, forse c’è l’ho più con me stessa che con lui, ho sensi di colpa per aver tradito mio marito per uno che non lo merita anche se con lui ho riscoperto delle emozioni bellissime che pensavo non avrei più vissuto. Cordiali saluti ed aspetto una sua risposta prima possibile, leggo sempre la Sua posta.
Risposta - Cara lettrice, io credo che lei abbia ben chiara la situazione con quest’uomo. Nella sua lettera lei delinea un quadro molto preciso degli eventi e delle emozioni che l’hanno travolta e che ancora la agitano sia nei confronti di suo marito sia nei confronti dell’altro. La mia sensazione è che lei voglia più che altro una conferma da me su quanto lei già sa: si è trattato solo di un’avventura che ha lasciato l’amaro in bocca perché forse da parte sua aveva riposto in questa storia molte più aspettative di quanto avrebbe dovuto. E la difficoltà nell’allontanare questa persona risiede nel suo bisogno di affetto che suo marito non sa darle. Purtroppo ha scambiato, ed ancora lo sta facendo, degli incontri di sesso come qualcosa di più, come se questo ragazzo potesse colmare il vuoto affettivo lasciato da suo marito. È evidente che la soluzione non è questa perché adesso il problema con suo marito non è risolto, anzi lei ha in più il fardello dei sensi di colpa da portare. A questo proposito deve decidere lei se essere sincera con suo marito e confessare il tradimento e far sì che non vi siano ombre nel vostro rapporto. Un matrimonio che dura da 25 anni è una grande ricchezza e forse vale la pena tentare di farlo risplendere di luce propria. Provi a parlare con suo marito dei vostri problemi e cerchi lei in prima persona di ricreare la complicità e l’intimità che vi ha fatto innamorare. Un rapporto di coppia va curato e coccolato come una pianta. Non ci si può permettere di trascurarlo e di darlo per scontato o sono guai.

Domanda – Cara D.ssa, le scrivo per un grave problema che non riesco più ad affrontare, non ho né la voglia né le armi per tirarmi fuori in qualche maniera da questa angoscia.  Sono sposata da soli 6 mesi, fidanzata da 6 anni con uomo che obiettivamente ha saputo darmi molto “appoggio” morale nei mille momenti negativi di salute che ho affrontato nella mia famiglia. Lui è una brava persona, inizialmente l’ho tampinato perché lui si avvicinasse a me, poco abituato a relazioni sentimentali e purtroppo anche sessuali, molto riservato, molto ragionevole, molto tranquillo, tutto l’inverso di quella che sono io. Eppure dottoressa, non si dice che gli opposti si attraggono? Abbiamo vissuto alti e bassi in tutti questi anni, zero sesso (ma la speranza che lui cambiasse è stata tanta), solo tanta passione iniziale, tanto dialogo, tante chiacchierate telefoniche, poca vita mondana. Io gli sono andata incontro, fino a quando a settembre ci siamo sposati (senza però ricevere la classica proposta di matrimonio tanto desiderata, è stata una decisione all’unisono). Mi sono sposata con la speranza che il sesso arrivasse, mi sono sposata per amore, mi sono sposata perché la casa era anche finita e dopo i sacrifici fatti per arredarla e comperarla, era un passo naturale il matrimonio. Invece è tutto uno schifo. La prima notte di nozze e tutte le altre abbiamo dormito, lui sonni tranquilli, io un po’ meno. Mi sono illusa che tutto cambiasse, lui dice che io non mi vesto da donna, io gli recrimino il fatto che lui non è un “animale”, la sua passione è la chitarra, la musica, i concerti jazz. Questa vita mi fa schifo, piango spesso, cucino, lavo, stiro, ma mi sento vecchia anagraficamente, cerebralmente e fisicamente perché nessuno mi guarda più, soprattutto l’uomo che ho sposato. Considero il sesso l’ingrediente fondamentale per una coppia, io non ce l’ho questo ingrediente e di certo non vorrei fare i miei bambini in provetta. Sono terribilmente scossa, arrabbiata, nervosa, mi sento in gabbia e non so come uscirne o modificare, cambiare, risolvere, a chi chiedere aiuto. Io non lo so più. Può consigliarmi lei? La ringrazio e le auguro una buona giornata. Alessia
Risposta – Cara Alessia, il matrimonio non deve essere la fine della gioia di vivere, anzi. Se due persone sono innamorate sposarsi segna l’inizio di un nuovo capitolo della vita ancora più eccitante da vivere insieme. Dalla tua lettera non è chiaro quanto tuo marito sia al corrente delle difficoltà che stai attraversando. Se non l’hai ancora fatto parlagliene e cerca di essere tu a prendere l’iniziativa a livello sessuale. Cogli anche le sue richieste: tuo marito ti dice che non ti vesti da donna? Bene, allora accontentalo, anzi puoi essere tu a creare una serata dall’atmosfera romantica e sensuale. Qualche serata dedicala a te stessa e a uscire con le amiche per fare quella vita mondana che a lui non interessa. È chiaro che se in una coppia si riescono a condividere gli interessi si hanno più occasioni per stare insieme ed è sicuramente più bello, ma in alternativa ognuno può trovare degli spazi da dedicare alle sue passioni, nel rispetto dell’altro e della coppia, per poi non dover recriminare di essere scontento. D’altra parte le strade sono due: o ti impegni coinvolgendo tuo marito nei tuoi pensieri e nei tuoi problemi facendo di tutto per ravvivare il vostro rapporto oppure scegli di tornare a vivere per conto tuo e punti a rifarti una vita come sognavi. Benjamin Disraeli scriveva “Non c’è rischio più grande del matrimonio. Ma non c’è cosa più bella di un matrimonio felice”. Ed è a questo che devi puntare.

Domanda – Gentile Dott.ssa, sono Valeria e ho 25 anni. Cinque mesi fa sono stata lasciata dal mio ex dopo un anno bellissimo, un colpo di fulmine pazzesco, sintonia al 100% e tanta passione e divertimento. Dopo un mese di allontanamento mi sono riavvicinata a lui, fingendomi amica, e di fatto si è ricostruito il nostro rapporto da ottobre a dicembre. Fino a dicembre lui mi cercava tanto, vedevamo film insieme, uscivamo, per lui ero tornata ad essere una sfida. Di fatto non si è rotto niente e ora ho capito che lui mi ha lasciato perché io ero diventata troppo bisognosa, avevo paura di perderlo, ma non ci sono mai stati litigi, solo tanta passione e sintonia. A dicembre, una volta, siamo “stati insieme” e lui dopo si è allontanato, ma di fatto, dopo poche settimane, abbiamo ripreso a sentirci e a vederci. Lui ancora adesso dice che tra noi era tutto perfetto, che gli manco, che potrebbe rinascere tutto come prima. Peccato che lui da qualche settimana stia uscendo con un’altra, che aveva conosciuto poco dopo la nostra rottura ma che poi è stata via tre mesi. Beh, ora stanno insieme, ma tra me e lui non è cambiato niente. Mi chiama ogni settimana, ci siamo visti due giorni fa ed era molto timido, con gli occhi lucidi, perché si rende conto di quanto io lo emoziono ancora. Basta un pranzo e ci ritroviamo mano nella mano, come due fidanzati. Io però un mese fa gli avevo proposto di tornare insieme, e lui, con grande sofferenza, mi aveva detto che non era il momento, che entrambi stavamo iniziando nuove storie (io sto uscendo con un ragazzo), ma che se tra un mese ci renderemo conto che non abbiamo trovato qualcosa di simile al nostro rapporto, dovremo dircelo e prenderne atto. Io non so cosa fare, perché stiamo ancora benissimo insieme. Le ho provate tutte, da essere sfuggente a chiedergli di tornare. La verità è che anche lui mi manca e potremmo ripartire senza nessun problema, e ho paura che sia il grande amore (col nuovo ragazzo non è la stessa cosa, come non lo è con la sua). La ringrazio molto se vorrà dedicarmi la Sua attenzione. Cordiali saluti, Valeria
Risposta – Cara Valeria, tu hai paura che questo sia il grande amore. E se non lo fosse? Quanto tempo perderai ancora dietro ad un rapporto che è importante per ciò che vi ha dato, ma che ormai sta perdendo consistenza ed energie? Il grande amore non lascia spazio ad altre persone di entrare nel proprio intimo. Mentre invece voi state comunque provando ad avere altre storie seppur per motivazioni diverse. Tu per scelta quasi obbligata dal momento che il tuo ex non vuole tornare con te, e lui invece ha preso la sua decisione, seppur sofferta, che sta portando avanti con non molta determinazione visti gli alti e bassi e la frequentazione ambigua con te. Ma è proprio questa ambiguità che deve farti riflettere. Se lui fosse voluto tornare sui suoi passi l’avrebbe già fatto pur di non perderti, invece rischia il vostro rapporto (anche tu potresti stancarti) per vivere altre storie. Non credo proprio che questo assomigli al grande amore, anzi. Cerca i tuoi spazi senza il tuo ex, vivi le tue avventure oppure trascorri del tempo da sola. Ma cerca di capire davvero cosa vuoi per te e soprattutto pensa che meriti di più e se davvero vuoi il grande amore, non smettere di cercarlo, ma altrove.

Domanda – Buongiorno dottoressa, le scrivo per avere un suo consiglio su un problema che mi affligge da ormai 7 anni. Ho 36 anni, fisico atletico e ho sempre avuto migliaia di ragazze. Dopo una storia finita male, per caso sono finito in una discoteca di transessuali e da lì sono iniziati i miei problemi. Le spiego: da sano non mi passerebbe mai per la testa di accostarmi ad un trans, ma quando il tasso alcolemico e l’uso di sostanze stupefacenti è elevato le mie inibizioni cadono e mi faccio paura. Sono attratto dalle sembianze femminili dei trans e quando sono alterato il mio desiderio sessuale aumenta. Finisco per farmi fare fellatio e viceversa dai trans, la penetrazione non mi interessa perché nella mia mente la vedo come una cosa negativa e sporca. Quando lo stato di alterazione finisce mi faccio schifo, ho bisogno di lavarmi perché mi sento sporco; ma ogni fine settimana la situazione si ripete. Che fare? Non mi sento gay, anzi amo le donne, ma non capisco perché ultimamente queste mie voglie di trasgressione stanno prendendo il sopravvento. Ovviamente dovrei smetterla con l’uso di sostanze, ma poi mi capita che vado agli strip club, sono attorniato da mille donne, bevo bevo, non concludo niente e mi precipito poi sul viale in cerca di trasgressione. Non mi sento bene. Che fare? Devo prendere antidepressivi? Mi dia un consiglio perché questa situazione sta diventando insostenibile. Cordiali saluti.
Risposta - Gentile lettore, da ciò che mi scrive pare che il suo problema sia sorto quando è finita male la sua ultima storia sentimentale con una donna. D’altra parte anche lei conferma che prima ha sempre avuto tante donne senza problemi. Poiché non spiega il motivo della chiusura di questo legame, ipotizzo che lei sia stato lasciato pur essendo molto innamorato. Le reazioni alla fine di una storia possono essere tante. Alcune persone per dimenticare cercano di stordirsi attraverso l’uso di alcol e droghe, ma senza successo ovviamente. Le sensazioni di perdita e di vuoto per un rapporto concluso vanno rielaborate con il tempo, riflettendo su se stessi e sui motivi del fallimento, sui propri desideri, uscendo con gli amici, conoscendo nuove persone e, se ci si rende conto di non farcela da soli, parlandone con un esperto. Il fatto che questo problema perduri da 7 anni mi fa pensare che questo processo di rielaborazione lei non l’abbia fatto, ma che la sua unica tentata soluzione sia stata quella di non pensare. Anche il rapporto con altre donne l’avrebbe indotta a rimettersi in gioco, a rischiare un rifiuto adesso troppo doloroso da sopportare, a fare dei confronti, a ricordare la donna amata. E allora il trans diventa il modo per soddisfare i suoi desideri sessuali senza correre il rischio di sentirsi emotivamente coinvolto. È evidente come questa soluzione sia disfunzionale e che lei si è rinchiuso in un circolo vizioso dal quale è difficile uscire senza l’aiuto di un esperto.