Il Natale ha un indiscutibile fascino su adulti e bambini. È una festa magica soprattutto perché i bambini ai quali ancora non è stata svelata la verità su Babbo Natale, credono in modo meravigliosamente puro che questo “supernonno” vestito di rosso porti regali a tutti i bambini volando su una slitta.

Ed ecco che questa magia si punteggia di tanti piccoli rituali che la rendono ancora più credibile agli occhi dei più piccoli: c’è la possibilità di scrivere la letterina dove si richiedono i doni preferiti, la cassetta rossa dove imbucarla, il piattino di biscotti e il bicchiere di latte da lasciare sul tavolo per rifocillare Babbo Natale, casette dove incontrare Santa Claus in persona, addirittura qualche familiare si traveste da Babbo Natale e riesce (con i più piccoli) a rendersi credibile. Gli adulti dal canto loro si lasciano affascinare dalle mille luci colorate che ornano le strade e i negozi e possono lasciarsi trascinare dalle fantasticherie dei più piccoli per avere la sensazione di tornare bimbi per qualche istante.

Essere bambini e diventare grandi. La credenza che Babbo Natale esista segna un passaggio importante dall’infanzia pura a quella più smaliziata dei bambini più grandi.

Fino a che età è normale che un bambino creda a Babbo Natale? È una domanda che i genitori di bambini piccoli si pongono ogni anno, chiedendosi per quanto ancora sia giusto recitare la parte di quelli che aspettano un vecchietto vestito di rosso con barba bianca che porta i regali. Non esiste un’età esatta in cui è giusto spezzare l’incantesimo sulla credenza di Babbo Natale. L’aspetto più importante riguarda la conoscenza del proprio figlio e della sua sensibilità.

Il primo elemento da considerare comunque è l’età. Di solito i bambini fino a 5 anni credono senza riserve all’esistenza di Babbo Natale. Tra i 5 e i 7 anni iniziano i dubbi, il pensiero magico che alimentava la fantasia quando si è più piccoli è svanito. All’età di 9 anni ormai i bambini hanno scoperto la verità.

Un altro aspetto da considerare, e che può rincuorare molti genitori, è che la scoperta che Babbo Natale non esiste non arriva all’improvviso. Quando i bambini sono pronti a scoprire la verità si capisce anche da come percepiscono alcune situazioni che hanno visto per caso. Ad esempio, notano i genitori che incartano i regali o li vedono sistemare i doni sotto l’albero di Natale. Il bambino che è ormai pronto alla scoperta, inizia a notare tanti piccoli indizi che lo portano sempre di più a dubitare. D’altra parte se il bambino ancora non è pronto può notare la testimonianza più schiacciante sulla non esistenza di Babbo Natale, ma ciò non farà crollare il suo mondo fantastico fatto di elfi, fate, draghi, e Babbo Natale.

In effetti la maggior parte dei bambini scopre in autonomia che Santa Claus non esiste, spesso anche con il suggerimento di compagni di scuola o parenti più grandi oppure perché nota l’elastico che regge la barba bianca o perché riconosce il familiare che si è travestito. La dissonanza che si crea tra i vari elementi porta il bambino a tirare la conclusione più logica sommando tutti gli elementi a disposizione. Non dimentichiamo che i bambini amano molto giocare a “fare finta di”. Questo modo di giocare è fondamentale alla loro età perché imparano ad immedesimarsi nei loro personaggi preferiti e di conseguenza ad immaginare la realtà in tanti modi diversi e alternativi.

Se il bambino è ancora piccolo (sotto i 5 anni) e sente dire che Babbo Natale non esiste e ci rimane male, è meglio che sia rassicurato del contrario, cioè sul fatto che alcune persone non credono a Santa Claus ma che invece i suoi genitori ci credono.

La scoperta quando il bambino è un po’ più grande non provoca traumi, ma avviene in modo molto graduale, anche perché è la somma dei segnali colti dal bambino che lo porta nella giusta direzione. Inconsciamente il bambino ha già elaborato questi indizi. Il genitore è meglio che non si avventuri nel fare rivelazioni serie o drammatiche, ma piuttosto non deve fare altro che lasciare qualche altro elemento più chiaro che porti il figlio nella giusta direzione.

Quando il bambino scoprirà la verità su Babbo Natale, è bene che i genitori gli raccontino di come anche loro hanno creduto alla sua esistenza e di come abbiano amato quel periodo della loro vita: proprio questa gioia li avrebbe spinti a rivivere con lui la magica suggestione del Natale. Il passaggio del bambino a sentirsi più “grande” dopo questa scoperta, può essere rafforzato dalla richiesta di non svelare nulla ai fratellini o alle sorelline. Anzi deve aiutare i genitori a creare la messinscena per i più piccoli di casa e che anche lui sarà un depositario del segreto di Babbo Natale.

3 Gennaio 2017 at 19:52 e taggato , , , , , , , , , , , , , , , ,  | Commenti disabilitati | Permalink

I bambini piccoli vivono in un mondo fatto di cose reali, ma anche popolato di fate, folletti, personaggi delle fiabe, dei fumetti e dei cartoni animati. Essi ci credono e non c’è motivo di voler per forza metterli davanti alla realtà prima del tempo, dicendo loro che i personaggi che loro tanto amano in realtà non esistono.

Ancora di più i bambini sono affascinati dalla magia del Natale: lucine e illuminazioni dappertutto, regali, fiocchi colorati, addobbi, l’albero, il presepe ed infine lui, Babbo Natale. Anche gli adulti che ormai avevano abbandonato l’aspetto più infantile della festa, quando hanno dei figli si ritrovano a rivivere quell’atmosfera dimenticata fatta di letterine, attese e doni.

Ma quando è giusto spezzare questo incantesimo e far sì che i bambini scoprano la verità su Babbo Natale in modo sereno e senza traumi?

Non c’è una risposta standard, ogni genitore, con la sua sensibilità e la conoscenza di suo figlio, capisce quando è il momento. Ad ogni modo un fattore che può essere indicativo è l’età. Di solito i bambini abbandonano l’idea di Babbo Natale tra i 5 e i 7 anni, mentre prima la loro fantasia è sostenuta da un pensiero magico che alimenta questa credenza.

Cosa accade se invece qualche adulto o un ragazzino si lasciano scappare la verità e dicono prima del tempo ad un bambino che Babbo Natale non esiste? Se appunto il bambino è ancora troppo piccolo probabilmente ci rimarrà male di questa rivelazione e andrà a chiedere conferma ai genitori. Se è triste è importante rassicurarlo e spiegargli che ci sono alcune persone che non credono che Babbo Natale esista, ma che invece il papà e la mamma ci credono e che aspettano sempre che lui porti i doni con la sua slitta. Il bambino piccolo sarà soddisfatto da questa spiegazione.

Quando invece il piccolo inizia ad avere 5-6 anni probabilmente può iniziare a nutrire dei dubbi già per conto suo. Se poi inizia a fare domande a riguardo vuol dire che ha già intuito la verità e chiederà una conferma. A quel punto potrà rimanerci un po’ male del fatto che i genitori confermino i suoi dubbi, ma è meglio così piuttosto che poi essere preso in giro dai compagni che già lo sanno.

Il problema si pone quando il bambino supera i 7 anni e ancora crede alla leggenda dei regali portati dalla slitta con le renne guidata da un vecchietto vestito di rosso con una lunga barba bianca. A questo punto il piccolo rischia solo di essere deriso dai compagni che invece già sanno la verità e si credono per questo più grandi. Magari potrebbe anche prendersela con i genitori perché non gli hanno detto per tempo la verità. Se poi il bambino ancora rifiuta questa idea, allora può essere un indice di immaturità e di atteggiamento troppo infantile. A questo punto può essere utile provare intanto a fargli accettare l’idea che non è possibile che una persona voli in cielo con una slitta trainata da renne, che si cali da un camino per portare i doni e che faccia tutto questo in una sola notte e in tutto il mondo. Piano piano accetterà la verità.

Il modo migliore per svelare il segreto è quello di usare dolcezza, prudenza e serenità. Infatti quanto più il bambino è ancorato alla fantasia di Babbo Natale e ne è affascinato, tanto più potrà risentire a livello emotivo di questa rivelazione e di questo cambiamento nell’ambito delle sue fantasie magiche. Un consiglio può essere quello di inserire la rivelazione all’interno della storia familiare, cioè raccontando che anche il papà e la mamma quando erano piccoli credevano a Babbo Natale, che per loro è stato fantastico e per questo motivo hanno voluto ricreare questa magia anche con il loro figlio. È fondamentale però che lui non riveli il segreto ad eventuali altri fratelli, sorelle o altri bambini più piccoli, ma che stia al gioco come i genitori hanno fatto con lui. Sicuramente egli adorerà essere il custode di un segreto così importante e sarà d’aiuto con i bambini più piccoli.

Altro aspetto importante è che entrambi i genitori siano d’accordo nell’idea di dire la verità al bambino e che si comportino in modo coerente. Bisogna quindi evitare che uno dei due continui a prolungare la fantasia di Santa Claus, mentre l’altro comincia a prospettare una visione realistica del Natale al proprio figlio. I genitori devono accompagnare il loro bambino nella sua crescita verso la realtà in modo sereno, senza imposizioni e rispettando i suoi tempi.

In conclusione, Babbo Natale è un connubio di magia, sogni, colori, luci, fantasia. I bambini piccoli lo adorano, mentre gli adulti ormai disincantati generalmente amano comunque l’atmosfera che riesce a creare. D’altra parte perché non crederci un po’ almeno per qualche giorno? In fondo con un pizzico di magia è tutto più facile.

19 Dicembre 2014 at 18:20 e taggato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,  | Commenti disabilitati | Permalink

Perché non possiamo essere amici? Per via del sesso. Questa è solitamente la discriminante fondamentale che segna un netto confine tra un’amicizia e un’avventura o anche una storia duratura tra un uomo e una donna. Ormai da anni però ha preso piede un tipo di rapporto che gli inglesi chiamano “friends with benefits” (FWB) e i brasiliani “amizade colorida”. In Italia si potrebbe tradurre con “amici di letto”, ma esistono anche riferimenti meno “educati”. Ad ogni modo è sicuramente un tipo di relazione in crescita in tutto il mondo. Per questo motivo la sessuologa canadese Carlen Costa ha provato a delineare delle linee guida per aiutare coloro che iniziano a intraprendere una relazione in qualità di amici di letto. Eccole di seguito.

- Una relazione di questo tipo ha una durata limitata ed è bene venire a patti con questa realtà fin da subito.

- Ci sono regole precise riguardo alla frequenza degli incontri. Di base, si va da una volta alla settimana a una volta al mese, a meno che non si tratti di una vacanza o di un weekend lungo. La chiave di tutto sta nell’affrontare il rapporto con leggerezza e senza prendersi troppo sul serio.

- Fare piccoli regali o pagare il conto di una cena va bene, ma non aspettatevi mai regali per il compleanno o per altre feste comandate né una vacanza pagata. Farsi regali fa parte di una relazione sentimentale ufficiale.

- I rapporti sessuali devono essere protetti. Sempre.

- Un amico di letto non deve mai essere un collega di lavoro, altrimenti le riunioni potrebbero diventare piuttosto imbarazzanti.

- Gli sms a sfondo erotico devono essere inviati solo di notte. Evitate di mandare messaggi durante il giorno per fare conversazione: per questo ci sono gli amici “normali” con i quali si condivide la quotidianità.

- In tal senso, si può telefonare all’altro una volta per mettersi d’accordo su dove e quando vedersi, ma senza aspettarsi una risposta immediata: ognuno ha la propria vita ed è bene non scordarlo mai. Inoltre, non ci si può arrabbiare se l’incontro non avviene.

- Siate semplici. Ovvero, lasciate spazio alle vostre fantasie e siate voi stessi. Non c’è niente di meno sexy di un amico di letto che pensa in continuazione al proprio look o alla situazione che sta vivendo, a meno che non si tratti di un gioco di ruolo.

- Non innamorarsi. Mai.

- Dormire insieme è gradito, ma non dovuto. Alcune amicizie di letto funzionano meglio se si mantiene la regola del non dormire insieme, mentre altre lo richiedono soprattutto se uno dei due viene da fuori città. In generale, però, se si abita in un raggio di 15-20 euro di taxi è sempre consigliabile tornare a dormire a casa propria.

- Osservare sempre la regola delle 72 ore. Non programmare niente che sia più lontano di 3 giorni. Eccezioni possibili: l’abitare in città diverse o l’impossibilità di evitarlo. Ma solo dopo che fin dall’inizio ci si è messi d’accordo su questo.

- Il sexting va bene, ma è meglio mettersi d’accordo prima sulle foto che volete condividere e che comunque devono farvi sentire a vostro agio. Nessuno dei due deve sentirsi obbligato a condividere scatti digitali che non gradisce né sarebbe felice di trovare una sua immagine osé in rete.

- Essere amici di letto significa divertirsi in due. Insomma, niente egoismi a letto.

- Siate aperti a sperimentare qualcosa di nuovo. In questo senso gli amici di letto sono le migliori “cavie” possibili, perché non ci sono impegni a lungo termine, né regole di galateo, ma tutto è divertimento.

- Siate onesti l’uno con l’altra. Se la relazione sta diventando pesante per entrambi o sentite di non essere più interessati al rapporto, parlatene da adulti e date un taglio netto.

- Niente drammi. Stabilite sempre le regole prima di iniziare. I giochi si fanno in due e non si gioca con le emozioni altrui. Se c’è qualcosa che non va, parlatene e siate disponibili a trovare una soluzione.

- Divertitevi! Date solo il meglio di voi stessi, perché questo tipo di relazione è un concentrato di piacere, intimità fisica, carnalità e lussuria. Può essere tutto o niente, ma l’importante è essere sempre sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda e rimanere lucidi.

La dottoressa Costa ha individuato anche altre 4 regole sulle quali però nutre qualche dubbio rispetto alla loro efficacia. Vediamo quali sono:

- Gli amici di letto non vanno mai presentati agli amici intimi o ai familiari. Questa è la distinzione fondamentale fra una relazione tradizionale e una storia da “friends with benefits”. Quando avrete coinvolto i vostri amici di letto nella vostra cerchia intima, le cose cambieranno.

- Non ci deve essere alcun contatto nelle 24 ore successive al sesso, a meno che non sia per ringraziare in maniera educata della divertente serata trascorsa o per proporre di rifarlo.

- “Darsi il cinque” come gesto celebrativo è accettabile, ma solo se entrambi festeggiate qualcosa.

- Trasformare la colazione del mattino in un brunch rischia di portare la storia su una china pericolosa.

In conclusione, essere amici di letto funziona quando entrambi riescono a vivere questo tipo di rapporto con serenità. Non dimentichiamo però che l’essere umano è predisposto a costruire legami affettivi e talvolta può accadere di innamorarsi, soprattutto alle donne, che più facilmente si lasciano coinvolgere a livello emotivo e che quindi iniziano a desiderare di tramutare l’avventura occasionale in un rapporto più stabile e duraturo. In questi casi però il rischio di non essere corrisposti e di soffrire è molto alto. È bene quindi essere sempre consapevoli dei propri bisogni, desideri e sentimenti senza nasconderli o celarli pur di non rimanere soli. Alla luce di questo è importante essere chiari riguardo alle aspettative di un rapporto basato solo sul sesso per evitare malintesi o dubbi che possono creare solo situazioni di sofferenza. Ricordatevi che alla base di questa “amizade colorida” vi è il divertimento. Di entrambi.

    Arriverà un giorno in cui ogni figlio chiederà: ma Babbo Natale esiste? E allora tanti genitori si domanderanno cosa è giusto fare, cosa è meglio dire o se è preferibile tacere. La maggioranza degli psicologi è concorde nell’affermare che è meglio lasciar vivere questa illusione per tutto il tempo necessario, senza forzature. Di fatto molti bambini intorno all’età di 8-9 anni sono a conoscenza che Babbo Natale non esiste, ma potrebbero anche "voler credere" intensamente che il bonario signore con barba bianca e vestito rosso esista davvero tanto da tralasciare ciò che possono aver sentito da alcuni compagni di scuola, ormai già rassegnati alla verità. È importante che i genitori abbiano la sensibilità di capire quando il bambino è pronto ad accettare che il suo mondo fatto di maghi, fate e folletti è frutto solo della sua fantasia. Di fatto il percorso da sogno-fantasia a realtà deve essere graduale, il più possibile naturale e impercettibile. A seconda delle domande che un figlio pone al proprio genitore sul Natale si può intuire tra le righe se il bambino vuole avere conferma di qualcosa che ha già sentito oppure più semplicemente vuole "capire" meglio Babbo Natale.

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20 Dicembre 2008 at 22:20 e taggato , , , , , , ,  | Commenti & Trackbacks (2) | Permalink

 

Il Natale è una festa molto amata: alcuni la vivono come un momento magico, mentre altri soffrono della cosiddetta "depressione di Natale". Ciò che per molte persone è motivo di riscoperta degli affetti e della magia dei riti, per altri è fonte di stress. Solitamente chi soffre di "mal di Natale" più la festività si avvicina e più sente aumentare il malessere. L’umore depresso aumenta ancora di più in chi ha già disagi psichici proprio perché è quasi d’obbligo mostrare d’essere felici. Il Natale è un periodo di riunioni familiari, di confronti e di bilanci personali, dal momento che ci si avvicina anche alla fine dell’anno. Il significato religioso del Natale spesso è sovrastato dalla corsa all’acquisto dei regali e da una lunga serie di cene e pranzi con i parenti. Proprio a causa di queste tappe forzate molte persone segnalano la comparsa di sintomi psicosomatici, quali tachicardia, mal di stomaco, disturbi del sonno, influenza, mal di testa, che insorgono anche a causa di eccessi alimentari, aumento dell’uso di alcol e di stimoli emotivi, cambiamento della routine quotidiana. Solitamente questi problemi scompaiono una volta che sono finite le feste e si riprende la normale attività quotidiana. Ad ogni modo, per superare con gioia il Natale è importante prestare attenzione a se stessi e ritagliarsi alcuni spazi di riflessione: il segreto della serenità è cercare in sé ciò che può rendere felici, piuttosto che concentrarsi su ciò che non si possiede. È questo il mio augurio per un buon Natale, davvero.

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24 Dicembre 2007 at 11:35 e taggato , , , , , , ,  | Commenti disabilitati | Permalink