L’ultima notte di ottobre è dedicata ad una festa che ormai ha un grande riscontro anche in Italia, cioè Halloween.

Già da molti giorni le vetrine dei negozi sono addobbate con pipistrelli, zucche, scheletri, vampiri, streghe, ragnatele, fantasmi, ecc.

I bambini non aspettano altro che mascherarsi con costumi mostruosi e giocare chiedendo: “dolcetto o scherzetto?” (“trick or treat”).

Ma Halloween non è una festa solo per bambini, perché anche molti adulti si divertono a travestirsi da macabri personaggi.

Cosa attrae così tanto adulti e bambini in questa festa?

Innanzitutto è un modo per avvicinarsi e di toccare con mano le proprie paure più recondite in modo scherzoso. Spaventare e spaventarsi per gioco ad Halloween può avere un effetto quasi terapeutico rispetto alle nostre paure più innate, come la paura della morte, la paura dell’ignoto e la paura del buio.

La possibilità di scherzare su questi temi e sapere che non accadrà nulla è un modo per dominare tali paure.

Inoltre, il travestimento di per sé può celare il desiderio di impersonare qualcun altro ed in particolare assumere le sembianze di una strega, di un fantasma, di uno zombie, di un diavolo, di un vampiro, ecc. può servire ad esternare in modo innocuo una parte di noi che normalmente è celata e che invece rappresenta il lato più nascosto e trasgressivo che invece in questo modo può essere manifestato.

Molti genitori però temono che una festa del genere possa impaurire i loro figli e far emergere nei loro sogni mostri e figure terribili che nell’immaginario collettivo è meglio tenere lontani dai più piccoli.

In realtà, il voler impersonare un mostro o un personaggio lugubre oppure giocare con teschi, ragnatele, ragni e pipistrelli può avere tutt’altro che un effetto negativo. Infatti, immedesimarsi in un’altra identità è un aspetto del gioco che dovrebbe essere sempre presente nel gioco dei bambini dai 3 anni in su. È da questa età in avanti che il bambino gioca con la fantasia e si diverte a “fare finta di” essere un protagonista delle fiabe piuttosto che un animale o un personaggio della notte o dei propri sogni.

Halloween asseconda proprio questo aspetto ludico dei bambini: giocare con altre sfaccettature della propria fantasia senza paura che accada qualcosa. Halloween aiuta a esorcizzare le proprie paure. Il bambino potrà scegliere di travestirsi proprio del personaggio che più lo spaventa oppure che più lo affascina; in ogni caso egli ne assumerà le vesti sapendo di essere al sicuro perché conscio della dimensione scherzosa della festa.

Questa festa affascina grandi e piccini perché è ricca di un simbolismo macabro che normalmente viene tenuto lontano, ma che per questa occasione si tocca con mano. Proprio grazie ai rituali della notte del 31 ottobre, Halloween si arricchisce di una funzione liberatoria rispetto a tutte le proprie paure. In questo modo affrontiamo la paura della morte, la tocchiamo e la sconfiggiamo. La morte è qualcosa di cui bisogna avere rispetto. Avere troppa paura della morte può solo impedire di vivere con serenità e avventura la vita.

Proprio questa paura che da sempre accompagna il concetto di morte ha fatto sì che il nostro immaginario creasse un momento in cui i morti possono tornare tra i vivi, ed è ciò che dovrebbe accadere magicamente la notte di Halloween.

Halloween rappresenta quindi la festa che più di ogni altra serve ad esorcizzare il più antico dei sentimenti: la paura, in particolare della morte.

Proprio per questo motivo, è importante che i bambini imparino a parlare delle proprie paure, così da poterle affrontare ed esorcizzare.

In che modo? Il travestimento e la messinscena portano il bambino a fare proprio un mondo altrimenti sconosciuto, come quello dell’ignoto e dell’occulto. Proprio parlare, rappresentare e raccontare di un mondo affollato di mostri permette di non viverlo più come tale.

Uno dei rituali della notte di Halloween è di tenere le lanterne accese per allontanare gli spiriti maligni ed impedire alla morte di portare l’oscurità. In particolare, la notte del 31 ottobre si espongono le zucche illuminate. La zucca, detta anche jack-o-lantern, assume una connotazione sovrannaturale grazie alla leggenda di Jack che insegna come le forze dell’occulto nulla possano contro la ragione. Proprio l’intelligenza permise al fabbro Jack di salvarsi dal diavolo. Secondo la leggenda, alla morte di Jack, il demone diede all’uomo un tizzone di fuoco eterno che egli adagiò all’interno di una zucca vagando tra le anime disperse.

Proprio la lampada a forma di zucca oggi è il simbolo di un mondo sconosciuto che si può affrontare senza paura.

Il normale andamento del sonno può essere disturbato ed interrotto dall’incubo, un sogno angosciante associato a reazione fisiologiche come tachicardia, sudorazione e tachipnea (accelerazione del ritmo del respiro). Il malcapitato, vittima del brutto sogno, si sveglia nel cuore della notte sudato, disorientato, spaventato e con il cuore che batte forte tanto da avere poi difficoltà a riaddormentarsi. Solitamente l’incubo emerge in una fase di sonno molto profondo ed è caratterizzato da immagini vivide ed emotivamente forti, tanto da svegliare la persona di soprassalto. L’incubo è sempre molto verosimile tanto da apparire reale anche dopo il risveglio. A volte i brutti sogni possono essere ripetuti più volte in una sola notte, spesso con temi ricorrenti. L’incubo può presentarsi in modo isolato indicando un malessere associato ad un evento recente oppure può ripetersi più volte nell’arco del tempo stando ad indicare un disagio profondo legato ad eventi del passato. Questa tipologia di sogni con risvolti negativi evidenzia molteplici elementi dell’inconscio che altrimenti non sarebbero presi in considerazione con il giusto peso: un periodo in cui si vive male la quotidianità, la voglia di sbloccare una situazione che crea disagio, aggressività repressa, voglia di un cambiamento profondo nella propria vita.

Per evitare che i brutti sogni si ripetano con troppa frequenza si possono seguire alcuni accorgimenti come: consumare una cena leggera, evitare di guardare film thriller o drammatici alla televisione e di leggere libri dalla trama ricca di tensione e contenuti noir, ascoltare musica distensiva, rendere il clima in casa sereno e accogliente, fare un bagno caldo e profumato, bere una tisana calda e rilassante prima di dormire. Gli incubi più comuni comprendono le seguenti tematiche: precipitare nel vuoto; trovarsi al buio; essere sopraffatti da mostri, rettili, insetti; non riuscire a urlare; sentirsi paralizzati; morire; essere malati; essere inseguiti; essere traditi dal partner; essere uccisi; essere abbandonati; ecc. Gli incubi, soprattutto se diventano frequenti e se raggiungono un’intensità tale da turbare i pensieri diurni, sono la spia di un malessere che va indagato.

Per prima cosa è bene compredere le cause alla base degli incubi. È quindi necessario fare una valutazione medica per capire se essi sono la conseguenza dell’assunzione o della brusca interruzione di alcuni medicinali oppure se sono collegati all’abuso di alcol o droghe oppure ad altre patologie. In generale, gli incubi possono essere causa di una cattiva digestione, di una malattia o di altri disturbi a livello fisiologico, ma nella maggior parte dei casi hanno un’origine psicologica e forniscono indicazioni sul proprio inconscio. Il brutto sogno infatti può essere un processo di elaborazione delle emozioni negative. Per la maggior parte delle persone gli incubi si rivelano in modo occasionale e sporadico, essendo frutto di forte stress.

Gli incubi diventano un problema quando sono persistenti per lungo tempo e si ripropongono anche negli orari diurni. In questo caso possono derivare da molteplici disturbi psicologici. Ad esempio un brutto sogno può avere origine da un disturbo da stress post traumatico, per cui la persona rivive in modo tormentato un evento traumatico che ha subito nel passato, anche se non è sempre facile ricondurre il brutto sogno ad una causa precisa. Spesso alla base di un incubo si riscontra la presenza di: un disturbo d’ansia, un disturbo da attacchi di panico o depressione. Quando si verificano crisi d’ansia improvvise con visioni o sogni in cui si ha la netta sensazione di poter morire, si è di fronte ad un disturbo da attacchi di panico. Se invece la sensazione di angoscia è continua ed è accompagnata dalla paura che accada qualcosa a se stessi o ai propri familiari, si è di fronte ad un disturbo d’ansia generalizzato che rovina il sereno andamento del sonno. Chi vive questa condizione di solito ha subito di recente un lutto o una separazione che ne hanno minato la sicurezza a livello emotivo ed esistenziale. Quando invece la persona si sente triste, ha perso interesse per le attività abituali con una conseguente compromissione della capacità lavorativa, allora si è di fronte ad una depressione. La persona può fare incubi in quanto non riesce ad adattarsi psicologicamente ad accadimenti o cambiamenti negativi della sua vita.

Laddove gli incubi persistano con insistenza, anche con temi ricorrenti, può essere utile iniziare una psicoterapia per capire il significato sottostante a questi sogni e risolvere i disturbi ad essi collegati. Altre soluzioni consistono nell’assunzione di determinati farmaci oppure di un percorso parallelo sia psicoterapeutico sia farmacologico o tramite l’applicazione di tecniche di rilassamento o ancora della cosiddetta imagery rehersal therapy (ripetizione immaginativa), in cui il paziente, mentre è sveglio, viene aiutato a immaginare e poi a guidare il sogno fino a modificarne alcuni aspetti, creando così un nuovo sogno a proprio piacimento. In ogni caso anche un evento spiacevole come un incubo, laddove si ripeta nel corso del tempo, non va sottovalutato ma preso nella giusta considerazione. Esso può assumere la funzione di termometro del proprio stato emotivo e del proprio benessere ed in quanto tale può dare la spinta per approfondire ed eventualmente cambiare alcuni aspetti della vita che altrimenti passerebbero inosservati.