Il Natale ha un indiscutibile fascino su adulti e bambini. È una festa magica soprattutto perché i bambini ai quali ancora non è stata svelata la verità su Babbo Natale, credono in modo meravigliosamente puro che questo “supernonno” vestito di rosso porti regali a tutti i bambini volando su una slitta.

Ed ecco che questa magia si punteggia di tanti piccoli rituali che la rendono ancora più credibile agli occhi dei più piccoli: c’è la possibilità di scrivere la letterina dove si richiedono i doni preferiti, la cassetta rossa dove imbucarla, il piattino di biscotti e il bicchiere di latte da lasciare sul tavolo per rifocillare Babbo Natale, casette dove incontrare Santa Claus in persona, addirittura qualche familiare si traveste da Babbo Natale e riesce (con i più piccoli) a rendersi credibile. Gli adulti dal canto loro si lasciano affascinare dalle mille luci colorate che ornano le strade e i negozi e possono lasciarsi trascinare dalle fantasticherie dei più piccoli per avere la sensazione di tornare bimbi per qualche istante.

Essere bambini e diventare grandi. La credenza che Babbo Natale esista segna un passaggio importante dall’infanzia pura a quella più smaliziata dei bambini più grandi.

Fino a che età è normale che un bambino creda a Babbo Natale? È una domanda che i genitori di bambini piccoli si pongono ogni anno, chiedendosi per quanto ancora sia giusto recitare la parte di quelli che aspettano un vecchietto vestito di rosso con barba bianca che porta i regali. Non esiste un’età esatta in cui è giusto spezzare l’incantesimo sulla credenza di Babbo Natale. L’aspetto più importante riguarda la conoscenza del proprio figlio e della sua sensibilità.

Il primo elemento da considerare comunque è l’età. Di solito i bambini fino a 5 anni credono senza riserve all’esistenza di Babbo Natale. Tra i 5 e i 7 anni iniziano i dubbi, il pensiero magico che alimentava la fantasia quando si è più piccoli è svanito. All’età di 9 anni ormai i bambini hanno scoperto la verità.

Un altro aspetto da considerare, e che può rincuorare molti genitori, è che la scoperta che Babbo Natale non esiste non arriva all’improvviso. Quando i bambini sono pronti a scoprire la verità si capisce anche da come percepiscono alcune situazioni che hanno visto per caso. Ad esempio, notano i genitori che incartano i regali o li vedono sistemare i doni sotto l’albero di Natale. Il bambino che è ormai pronto alla scoperta, inizia a notare tanti piccoli indizi che lo portano sempre di più a dubitare. D’altra parte se il bambino ancora non è pronto può notare la testimonianza più schiacciante sulla non esistenza di Babbo Natale, ma ciò non farà crollare il suo mondo fantastico fatto di elfi, fate, draghi, e Babbo Natale.

In effetti la maggior parte dei bambini scopre in autonomia che Santa Claus non esiste, spesso anche con il suggerimento di compagni di scuola o parenti più grandi oppure perché nota l’elastico che regge la barba bianca o perché riconosce il familiare che si è travestito. La dissonanza che si crea tra i vari elementi porta il bambino a tirare la conclusione più logica sommando tutti gli elementi a disposizione. Non dimentichiamo che i bambini amano molto giocare a “fare finta di”. Questo modo di giocare è fondamentale alla loro età perché imparano ad immedesimarsi nei loro personaggi preferiti e di conseguenza ad immaginare la realtà in tanti modi diversi e alternativi.

Se il bambino è ancora piccolo (sotto i 5 anni) e sente dire che Babbo Natale non esiste e ci rimane male, è meglio che sia rassicurato del contrario, cioè sul fatto che alcune persone non credono a Santa Claus ma che invece i suoi genitori ci credono.

La scoperta quando il bambino è un po’ più grande non provoca traumi, ma avviene in modo molto graduale, anche perché è la somma dei segnali colti dal bambino che lo porta nella giusta direzione. Inconsciamente il bambino ha già elaborato questi indizi. Il genitore è meglio che non si avventuri nel fare rivelazioni serie o drammatiche, ma piuttosto non deve fare altro che lasciare qualche altro elemento più chiaro che porti il figlio nella giusta direzione.

Quando il bambino scoprirà la verità su Babbo Natale, è bene che i genitori gli raccontino di come anche loro hanno creduto alla sua esistenza e di come abbiano amato quel periodo della loro vita: proprio questa gioia li avrebbe spinti a rivivere con lui la magica suggestione del Natale. Il passaggio del bambino a sentirsi più “grande” dopo questa scoperta, può essere rafforzato dalla richiesta di non svelare nulla ai fratellini o alle sorelline. Anzi deve aiutare i genitori a creare la messinscena per i più piccoli di casa e che anche lui sarà un depositario del segreto di Babbo Natale.

3 Gennaio 2017 at 19:52 e taggato , , , , , , , , , , , , , , , ,  | Commenti disabilitati | Permalink

Il sesso è un aspetto che riguarda la sfera più intima della vita delle persone e pertanto è difficile individuarne i confini. Nella nostra società dove molti ambiti della quotidianità hanno forti connotazioni sessuali e dove le provocazioni di immagini hanno grande impatto sessuale è difficile definire quella che è una sessualità “normale” ed una “patologica” (Cardoso, 2014).

Oggi ancora non esiste una definizione condivisa, ma comunque il National Council on Sex Addiction (NCSA, 1987) definisce la dipendenza da sesso come “persistente e crescente modalità di comportamento sessuale messo in atto nonostante il manifestarsi di conseguenze negative per sé e per gli altri”. Molti personaggi famosi hanno dichiarato di soffrire di sex addiction, tra questi: Michael Douglas, Tiger Woods, David Duchovny, Charlie Sheen, Kanye West, Russell Brand, Amber Smith, ecc.

La sex addiction si manifesta attraverso varie modalità tra cui il bisogno incontrollato di avere continui rapporti sessuali e l’incapacità di resistere all’impulso sessuale. Si parla quindi di dipendenza da sesso quando la persona adotta uno o più comportamenti sessuali che portano a conseguenze negative su svariati piani: relazionale, emozionale, fisico, finanziario, legale, lavorativo e sociale. La dipendenza sessuale è un comportamento eccessivo che se non soddisfatto porta disagio e sofferenza nella persona che la manifesta.

A livello biochimico si possono individuare tre fasi: attivazione, sazietà e fantasia. Come per le altre dipendenze, quella sessuale diventa un’abitudine con alcuni aspetti di inconsapevolezza, un rituale compulsivo con un attaccamento biologico e psicologico all’oggetto del piacere.

I sintomi di astinenza si manifestano quando l’oggetto del piacere non è disponibile e la preoccupazione comincia ad avere delle ripercussioni nella vita quotidiana della persona che cambia umore a causa dei problemi connessi alla mancata attività sessuale. Spesso si verifica lo sfruttamento di un altro soggetto a scopo sessuale (Cardoso, 2014). La persona però nega, distorce la realtà e ignora il problema, dando la colpa agli altri del proprio comportamento.

Schaeffer (2009) ha evidenziato le seguenti caratteristiche di dipendenza sessuale (Cardoso, 2014): utilizzo del sesso per affrontare i problemi; conseguenze negative legate al comportamento sessuale (il soggetto dipendente può non rendersi conto o minimizzare le conseguenze negative a cui il comportamento porta, come depressione, bassa autostima, gravidanze indesiderate, malattie, divorzi); cambi d’umore legati all’attività sessuale; incapacità di interrompere il comportamento anche a seguito di conseguenze negative (le persone possono perdere la reputazione, il lavoro e il partner per soddisfare le loro necessità sessuali); molto tempo è utilizzato per pianificare e soddisfare l’attività sessuale; sentimenti di colpa e vergogna a causa del comportamento; perpetuarsi di comportamenti a rischio o distruttivi (trovarsi in quartieri malfamati, ecc.); presenza di un circolo vizioso che prevede: preoccupazione, ritualizzazione, comportamento sessuale e disagio una volta ottenuto; tolleranza, cioè bisogno di una quantità sempre maggiore di sesso per raggiungere lo stato di eccitazione. La persona ha bisogno di comportamenti sempre più spinti e pericolosi per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato, poiché è come se ci fosse un’assuefazione ai comportamenti precedenti; essere in disaccordo con la famiglia o con i propri valori spirituali; negare, razionalizzare o giustificare il comportamento.

La persona nega di avere un problema, minimizzando le conseguenze negative del suo comportamento; avere dei craving sessuali, cioè desideri caratterizzati da grande urgenza e impulsività. È come un bisogno incalzante del corpo, quasi doloroso; vivere una doppia vita: una sana e una dipendente, riuscendo a mantenerle distinte; usare il sesso per superare un trauma che non sa elaborare emotivamente; usare gli altri come oggetti sessuali ed esclusivamente per la propria gratificazione sessuale.

Secondo Goodman (1993) la dipendenza da sesso è un comportamento compulsivo che serve alla persona per regolare i propri stati interni che altrimenti non riuscirebbe a gestire. Il soggetto quindi da una parte non riesce a controllare il comportamento sessuale e dall’altra non riesce ad abbandonare il suo comportamento sessuale nonostante abbia delle conseguenze negative (Cardoso, 2014). La dipendenza da sesso può essere associata ad altri disturbi psichiatrici, come disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, disturbi da uso di sostanze.

Il trattamento della dipendenza da sesso include una valutazione adeguata degli aspetti sessuale, medico e psicologico. Si possono coinvolgere la famiglia ed il partner, ma può essere utile lavorare anche in gruppo per confrontare i sentimenti di vergogna provati. È utile anche impostare il trattamento con un intervento specifico per prevenire le ricadute.

I bambini piccoli vivono in un mondo fatto di cose reali, ma anche popolato di fate, folletti, personaggi delle fiabe, dei fumetti e dei cartoni animati. Essi ci credono e non c’è motivo di voler per forza metterli davanti alla realtà prima del tempo, dicendo loro che i personaggi che loro tanto amano in realtà non esistono.

Ancora di più i bambini sono affascinati dalla magia del Natale: lucine e illuminazioni dappertutto, regali, fiocchi colorati, addobbi, l’albero, il presepe ed infine lui, Babbo Natale. Anche gli adulti che ormai avevano abbandonato l’aspetto più infantile della festa, quando hanno dei figli si ritrovano a rivivere quell’atmosfera dimenticata fatta di letterine, attese e doni.

Ma quando è giusto spezzare questo incantesimo e far sì che i bambini scoprano la verità su Babbo Natale in modo sereno e senza traumi?

Non c’è una risposta standard, ogni genitore, con la sua sensibilità e la conoscenza di suo figlio, capisce quando è il momento. Ad ogni modo un fattore che può essere indicativo è l’età. Di solito i bambini abbandonano l’idea di Babbo Natale tra i 5 e i 7 anni, mentre prima la loro fantasia è sostenuta da un pensiero magico che alimenta questa credenza.

Cosa accade se invece qualche adulto o un ragazzino si lasciano scappare la verità e dicono prima del tempo ad un bambino che Babbo Natale non esiste? Se appunto il bambino è ancora troppo piccolo probabilmente ci rimarrà male di questa rivelazione e andrà a chiedere conferma ai genitori. Se è triste è importante rassicurarlo e spiegargli che ci sono alcune persone che non credono che Babbo Natale esista, ma che invece il papà e la mamma ci credono e che aspettano sempre che lui porti i doni con la sua slitta. Il bambino piccolo sarà soddisfatto da questa spiegazione.

Quando invece il piccolo inizia ad avere 5-6 anni probabilmente può iniziare a nutrire dei dubbi già per conto suo. Se poi inizia a fare domande a riguardo vuol dire che ha già intuito la verità e chiederà una conferma. A quel punto potrà rimanerci un po’ male del fatto che i genitori confermino i suoi dubbi, ma è meglio così piuttosto che poi essere preso in giro dai compagni che già lo sanno.

Il problema si pone quando il bambino supera i 7 anni e ancora crede alla leggenda dei regali portati dalla slitta con le renne guidata da un vecchietto vestito di rosso con una lunga barba bianca. A questo punto il piccolo rischia solo di essere deriso dai compagni che invece già sanno la verità e si credono per questo più grandi. Magari potrebbe anche prendersela con i genitori perché non gli hanno detto per tempo la verità. Se poi il bambino ancora rifiuta questa idea, allora può essere un indice di immaturità e di atteggiamento troppo infantile. A questo punto può essere utile provare intanto a fargli accettare l’idea che non è possibile che una persona voli in cielo con una slitta trainata da renne, che si cali da un camino per portare i doni e che faccia tutto questo in una sola notte e in tutto il mondo. Piano piano accetterà la verità.

Il modo migliore per svelare il segreto è quello di usare dolcezza, prudenza e serenità. Infatti quanto più il bambino è ancorato alla fantasia di Babbo Natale e ne è affascinato, tanto più potrà risentire a livello emotivo di questa rivelazione e di questo cambiamento nell’ambito delle sue fantasie magiche. Un consiglio può essere quello di inserire la rivelazione all’interno della storia familiare, cioè raccontando che anche il papà e la mamma quando erano piccoli credevano a Babbo Natale, che per loro è stato fantastico e per questo motivo hanno voluto ricreare questa magia anche con il loro figlio. È fondamentale però che lui non riveli il segreto ad eventuali altri fratelli, sorelle o altri bambini più piccoli, ma che stia al gioco come i genitori hanno fatto con lui. Sicuramente egli adorerà essere il custode di un segreto così importante e sarà d’aiuto con i bambini più piccoli.

Altro aspetto importante è che entrambi i genitori siano d’accordo nell’idea di dire la verità al bambino e che si comportino in modo coerente. Bisogna quindi evitare che uno dei due continui a prolungare la fantasia di Santa Claus, mentre l’altro comincia a prospettare una visione realistica del Natale al proprio figlio. I genitori devono accompagnare il loro bambino nella sua crescita verso la realtà in modo sereno, senza imposizioni e rispettando i suoi tempi.

In conclusione, Babbo Natale è un connubio di magia, sogni, colori, luci, fantasia. I bambini piccoli lo adorano, mentre gli adulti ormai disincantati generalmente amano comunque l’atmosfera che riesce a creare. D’altra parte perché non crederci un po’ almeno per qualche giorno? In fondo con un pizzico di magia è tutto più facile.

19 Dicembre 2014 at 18:20 e taggato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,  | Commenti disabilitati | Permalink

Perché non possiamo essere amici? Per via del sesso. Questa è solitamente la discriminante fondamentale che segna un netto confine tra un’amicizia e un’avventura o anche una storia duratura tra un uomo e una donna. Ormai da anni però ha preso piede un tipo di rapporto che gli inglesi chiamano “friends with benefits” (FWB) e i brasiliani “amizade colorida”. In Italia si potrebbe tradurre con “amici di letto”, ma esistono anche riferimenti meno “educati”. Ad ogni modo è sicuramente un tipo di relazione in crescita in tutto il mondo. Per questo motivo la sessuologa canadese Carlen Costa ha provato a delineare delle linee guida per aiutare coloro che iniziano a intraprendere una relazione in qualità di amici di letto. Eccole di seguito.

- Una relazione di questo tipo ha una durata limitata ed è bene venire a patti con questa realtà fin da subito.

- Ci sono regole precise riguardo alla frequenza degli incontri. Di base, si va da una volta alla settimana a una volta al mese, a meno che non si tratti di una vacanza o di un weekend lungo. La chiave di tutto sta nell’affrontare il rapporto con leggerezza e senza prendersi troppo sul serio.

- Fare piccoli regali o pagare il conto di una cena va bene, ma non aspettatevi mai regali per il compleanno o per altre feste comandate né una vacanza pagata. Farsi regali fa parte di una relazione sentimentale ufficiale.

- I rapporti sessuali devono essere protetti. Sempre.

- Un amico di letto non deve mai essere un collega di lavoro, altrimenti le riunioni potrebbero diventare piuttosto imbarazzanti.

- Gli sms a sfondo erotico devono essere inviati solo di notte. Evitate di mandare messaggi durante il giorno per fare conversazione: per questo ci sono gli amici “normali” con i quali si condivide la quotidianità.

- In tal senso, si può telefonare all’altro una volta per mettersi d’accordo su dove e quando vedersi, ma senza aspettarsi una risposta immediata: ognuno ha la propria vita ed è bene non scordarlo mai. Inoltre, non ci si può arrabbiare se l’incontro non avviene.

- Siate semplici. Ovvero, lasciate spazio alle vostre fantasie e siate voi stessi. Non c’è niente di meno sexy di un amico di letto che pensa in continuazione al proprio look o alla situazione che sta vivendo, a meno che non si tratti di un gioco di ruolo.

- Non innamorarsi. Mai.

- Dormire insieme è gradito, ma non dovuto. Alcune amicizie di letto funzionano meglio se si mantiene la regola del non dormire insieme, mentre altre lo richiedono soprattutto se uno dei due viene da fuori città. In generale, però, se si abita in un raggio di 15-20 euro di taxi è sempre consigliabile tornare a dormire a casa propria.

- Osservare sempre la regola delle 72 ore. Non programmare niente che sia più lontano di 3 giorni. Eccezioni possibili: l’abitare in città diverse o l’impossibilità di evitarlo. Ma solo dopo che fin dall’inizio ci si è messi d’accordo su questo.

- Il sexting va bene, ma è meglio mettersi d’accordo prima sulle foto che volete condividere e che comunque devono farvi sentire a vostro agio. Nessuno dei due deve sentirsi obbligato a condividere scatti digitali che non gradisce né sarebbe felice di trovare una sua immagine osé in rete.

- Essere amici di letto significa divertirsi in due. Insomma, niente egoismi a letto.

- Siate aperti a sperimentare qualcosa di nuovo. In questo senso gli amici di letto sono le migliori “cavie” possibili, perché non ci sono impegni a lungo termine, né regole di galateo, ma tutto è divertimento.

- Siate onesti l’uno con l’altra. Se la relazione sta diventando pesante per entrambi o sentite di non essere più interessati al rapporto, parlatene da adulti e date un taglio netto.

- Niente drammi. Stabilite sempre le regole prima di iniziare. I giochi si fanno in due e non si gioca con le emozioni altrui. Se c’è qualcosa che non va, parlatene e siate disponibili a trovare una soluzione.

- Divertitevi! Date solo il meglio di voi stessi, perché questo tipo di relazione è un concentrato di piacere, intimità fisica, carnalità e lussuria. Può essere tutto o niente, ma l’importante è essere sempre sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda e rimanere lucidi.

La dottoressa Costa ha individuato anche altre 4 regole sulle quali però nutre qualche dubbio rispetto alla loro efficacia. Vediamo quali sono:

- Gli amici di letto non vanno mai presentati agli amici intimi o ai familiari. Questa è la distinzione fondamentale fra una relazione tradizionale e una storia da “friends with benefits”. Quando avrete coinvolto i vostri amici di letto nella vostra cerchia intima, le cose cambieranno.

- Non ci deve essere alcun contatto nelle 24 ore successive al sesso, a meno che non sia per ringraziare in maniera educata della divertente serata trascorsa o per proporre di rifarlo.

- “Darsi il cinque” come gesto celebrativo è accettabile, ma solo se entrambi festeggiate qualcosa.

- Trasformare la colazione del mattino in un brunch rischia di portare la storia su una china pericolosa.

In conclusione, essere amici di letto funziona quando entrambi riescono a vivere questo tipo di rapporto con serenità. Non dimentichiamo però che l’essere umano è predisposto a costruire legami affettivi e talvolta può accadere di innamorarsi, soprattutto alle donne, che più facilmente si lasciano coinvolgere a livello emotivo e che quindi iniziano a desiderare di tramutare l’avventura occasionale in un rapporto più stabile e duraturo. In questi casi però il rischio di non essere corrisposti e di soffrire è molto alto. È bene quindi essere sempre consapevoli dei propri bisogni, desideri e sentimenti senza nasconderli o celarli pur di non rimanere soli. Alla luce di questo è importante essere chiari riguardo alle aspettative di un rapporto basato solo sul sesso per evitare malintesi o dubbi che possono creare solo situazioni di sofferenza. Ricordatevi che alla base di questa “amizade colorida” vi è il divertimento. Di entrambi.

Ormai internet offre la possibilità di accedere a qualsiasi tipo di argomento e di poter visualizzare gratuitamente siti che prima invece erano solo a pagamento come quelli dedicati ai film a luci rosse. Una così facile accessibilità è sfruttata non solo dagli adulti, ma anche dagli adolescenti che cercano in questo modo di soddisfare le proprie curiosità sul sesso. Nel caso dei giovani, la visione di filmati pornografici può essere sviante se non esiste l’opportunità di parlarne con un adulto che spieghi effettivamente le dinamiche relazionali e la sessualità in una coppia. È importante che i giovani capiscano che il sesso pornografico riflette un aspetto esasperato della sessualità svuotata da ogni legame affettivo.

È proprio questa mancanza di relazione e di sentimento che crea forte attrazione in chi guarda questi video dove ci sono una totale mancanza di inibizione e di senso del pudore con una forte trasgressività. Nella realtà è difficile vivere questo mix di elementi legati alla libertà sessuale a meno che non ci sia una forte complicità con il proprio partner. Per tali motivi molte persone si rifugiano nella visione di film hardcore per dare spazio alle proprie fantasie e anche per alimentarle. È un comportamento comune e in forte espansione in particolare tra gli uomini che in questo modo cercano di poter vedere realizzate le proprie fantasie più recondite, di soddisfare le proprie curiosità o di allargare i confini delle proprie fantasie. D’altra parte l’immaginario maschile si nutre di stimoli visivi e pertanto l’uomo è ancora più attratto dalle immagini ad alto tasso erotico. Le scene più ricercate online sono: sesso di gruppo, bondage, feticismo, esibizionismo, fino a pratiche con le varianti più strane e trasgressive che tendono ad amplificare le fantasie hard delle persone e che comunque riscuotono un particolare successo per via della curiosità che generano.

Come può una donna reagire alla scoperta del proprio uomo che guarda siti porno? Le principali reazioni femminili comprendono gelosia e senso di inadeguatezza. Bisogna però sottolineare che la visione di questi siti è un fatto comune negli uomini anche se nella coppia non ci sono problemi. Quindi le donne dovrebbero fare alcune riflessioni in tutta serenità prima di colpevolizzare il partner, e di conseguenza reagire in diversi modi. In primo luogo, se la donna è sicura del proprio rapporto e di se stessa, il fatto che il suo uomo guardi qualche volta siti porno può lasciarla indifferente, a patto che sia ben consapevole del buon andamento della propria vita sessuale. Se invece questo comportamento del partner fa nascere dubbi, paure, insicurezze in un periodo in cui il rapporto non va già bene, allora è consigliabile parlarne con serenità esponendo le proprie emozioni e soprattutto avendo fiducia in lui e nel proprio rapporto. Probabilmente si tratta solo di un momento di evasione in cui l’uomo si rilassa o si diverte e ciò è tanto più vero se le scene hard consultate riguardano ad esempio sesso estremo. Ciò non significa che sia un desiderio del proprio partner vivere determinate esperienze, ma semplicemente è un modo per saziare la propria fantasia e, almeno con l’immaginazione, provare a vivere amplessi particolarmente trasgressivi. Anzi è proprio internet che aumenta la fantasia degli uomini che, trovando situazioni mai immaginate, sono incuriositi ed incentivati a navigare online.

Il passo successivo di chi frequenta spesso il mondo dell’hard in rete è quello di fare sesso virtuale fino a che questa non diventa una dipendenza vera e propria. L’uso di internet tende quindi a soppiantare la vita reale sia per gli adolescenti sia per gli adulti. L’aspetto importante è che ciò rimanga un aspetto contenuto e che abbia solo una funzione di ampliamento della fantasia e dell’immaginazione della persona. Se invece l’uso di internet a scopo sessuale diventa eccessivo può sfociare nel provare insoddisfazione riguardo al sesso nella vita reale, con conseguente stress e aspettative nei confronti del partner fino a sviluppare una dipendenza patologica dal sesso virtuale. Nei casi più gravi possono verificarsi disfunzione erettile e anoressia sessuale. Queste persone vanno alla ricerca continua di sensazioni forti e quindi di esperienze sessuali più estreme e trasgressive. In sostanza, ciò che è importante è mantenere un’alchimia e una fiducia nella relazione tali da lasciare il giusto spazio alla possibilità di ampliare i confini della propria fantasia a beneficio non del singolo ma della coppia.

San Valentino è una di quelle feste come il Natale che presuppone la presenza di persone speciali accanto. Pertanto chi è felicemente in coppia deve solo decidere se festeggiare o no, mentre chi non  ha un partner può trovarsi nella triste situazione di immalinconirsi solo alla vista di una scatola di cioccolatini. Altra storia vale per chi è in coppia ma non ha voglia di festeggiare né il 14 febbraio né altri giorni dell’anno. Per queste persone è pensato questo articolo nel tentativo di indicare una strada a quelle coppie che da festeggiare hanno ben poco, ma che alla fin fine vorrebbero ancora un motivo per ritrovare la voglia di scriversi un bigliettino d’amore, regalare una rosa rossa o aspettare con emozione di rivedere il partner.

Il 14 febbraio spesso si rivela la scusa più banale per acquistare un regalo per il compagno o la compagna o per passare una serata romantica insieme. Ben venga la festa degli innamorati se è solo l’inizio di una serie di novità e se si pensa che da sempre si inneggia alla quotidianità delle sorprese, dei baci, delle carezze e degli spazi dedicati alla coppia troppo spesso trascurati.

Recuperare un rapporto in crisi non è poca cosa. Molto dipende da quanto tempo si sta assieme, dall’età dei partner, dalle esperienze vissute, da quanto tempo durano i problemi e dalla rispettiva capacità di dialogo. Proviamo a trovare alcune possibili soluzioni per ristabilire un’intesa di coppia.

Uno dei motivi principali di una crisi in un rapporto è la routine. Le abitudini con il tempo prendono il sopravvento, prevalgono stanchezza e pigrizia, si perde lo slancio di fare cose improvvisate. Questo è il momento per ritrovare un contesto in grado di far riaffiorare la voglia di stare insieme, inserendo qualche novità, come un fine settimana romantico lontano da tutto ciò che è legato alla quotidianità.

Un altro elemento critico riguarda le argomentazioni su cui ci si focalizza durante un litigio: di solito vengono evidenziate mancanze e difetti del partner. Si può invece provare a fare un passo indietro nel passato, a riscoprire i motivi per cui ci si è innamorati e a confrontarsi con il partner su questi elementi. Una visione positiva dopo tante discussioni non può che essere uno stimolo per riflettere su quanto sta accadendo all’interno del rapporto.

Inoltre, durante un litigio è importante cercare di ascoltare cosa ha da dire l’altro e non fare finta di nulla dando libero sfogo a tutta la propria frustrazione. Il rischio è che con il passare del tempo le discussioni diventino sterili e non sfocino invece in un confronto sincero.

È importante a questo punto ritagliarsi degli spazi da condividere, come probabilmente avveniva all’inizio del rapporto. È necessaria anche l’idea di ritrovare quei piccoli gesti affettuosi dell’innamoramento. Non dare mai per scontato il rapporto è una regola fondamentale da non dimenticare.

Un altro errore è sentirsi troppo sicuri del partner, senza che vi sia più la voglia di conquistarlo perché ormai il suo amore è dato per scontato.

E allora bisogna darsi da fare e trovare una buona idea per il giorno degli innamorati, ma anche per tutti i giorni a venire. Questo non significa prodigarsi in regali tutto l’anno, anche perché data la crisi economica attuale il progetto risulterebbe probabilmente fallimentare ancor prima di cominciare, ma piuttosto di trovare tanti modi per comunicare il proprio amore che non necessitino di denaro, ma solo di fantasia e sentimento.

Anzi forse l’idea di impegnarsi nel dimostrare il proprio amore senza l’aiuto di un regalo rende tutto più impegnativo e per questo più ricco di significato per la coppia in crisi. Invece di cercare un regalo in un negozio, è più utile trovare un modo per esprimere il proprio amore in modo originale, organizzando una sorpresa, una gita romantica, compiendo gesti affettuosi e ricchi di attenzioni o semplicemente pronunciando più spesso la frase: “Ti amo”. D’altra parte sono queste le cose importanti che mantengono vivo un rapporto.

E allora ben venga San Valentino se questo giorno indica una ripartenza della vita di coppia, fatta di condivisione, voglia di intimità, di coesione e di trascorrere più tempo possibile con il partner. Antoine de Saint-Exupéry scriveva: “È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”. Se i petali della vostra rosa sono caduti, non importa, prendete un seme, piantate il vostro fiore e questa volta prendetevi cura di lui tutti i giorni, finché non sarà cresciuto di nuovo, bello come e più di prima.

Ormai la televisione offre moltissime proposte di programmi per bambini: dai film, ai cartoni animati, alle trasmissioni di intrattenimento create ad hoc, ai programmi di creatività e manualità. Ci sono genitori che disdegnano la televisione perché non favorisce la fantasia dei bambini e li rende “imbambolati”, mentre per altri è un valido aiuto quando mancano il tempo e le energie per badare alle piccole pesti.

Sicuramente la soluzione ottimale sarebbe che almeno uno dei genitori si dedicasse a sviluppare con il proprio figlio attività ludico-ricreative che permettano di incrementare il suo lato creativo e fantasioso. Purtroppo al giorno d’oggi sono veramente pochi i genitori che hanno il privilegio di poter trascorrere così tanto tempo con i propri figli senza doversi preoccupare del lavoro o degli impegni domestici. Anzi la maggior parte dei padri e delle madri deve correre tutto il giorno per far fronte ai tanti impegni personali e dei figli, dalla scuola, allo sport, ai compiti, ecc.

Ecco quindi che di rientro a casa e stremate dalle fatiche lavorative quotidiane molte famiglie ricorrono alla televisione per avere il tempo da dedicare alle faccende di casa. Laddove sia davvero necessario avere la televisione come aiuto supplementare, penso che sia interessante valutare che tipo di programmi siano più adatti ai bambini. Innanzitutto è bene selezionare trasmissioni belle, interessanti e adatte all’età del minore. Ciò implica l’esclusione di tutto ciò che concerne la violenza a scapito anche dell’interesse dell’adulto. Se si ha il tempo è meglio guardare i programmi televisivi con i bambini in modo da spiegare ciò che viene loro proposto attraverso il video. I commenti con gli adulti sono importanti perché è bene avere presente cosa il bambino comprende di ciò che vede, ma soprattutto il significato che lui attribuisce a determinate azioni e di conseguenza che tipo di rappresentazione mentale immagazzina nella sua memoria e che uso ne farà.

Utilizzare il registratore Dvd permette di creare una videoteca ad hoc per il minore nella quale si possono pescare i film e i cartoni animati preferiti e comunque quelli più adatti, oltre che avere la possibilità di scegliere l’orario della visione. Infatti è sempre meglio definire, laddove è possibile, un quantitativo di ore giornaliero che il bambino può dedicare alla televisione affinché non ne abusi. Indiscutibilmente se un genitore riesce a promuovere attività alternative alla televisione, come sport, giochi manuali, passeggiate, sarà più facile che il tempo che rimane da dedicare alla tv sia poco e quindi più gestibile.

Normalmente i bambini amano i cartoni animati e i film d’animazione così ben congegnati e attraenti grazie anche all’utilizzo delle ultime tecnologie a livello grafico. I cartoni animati hanno una grande rilevanza nella crescita dei piccoli, in quanto sono una delle principali fonti attraverso le quali essi sviluppano l’immaginazione, la capacità di identificazione, l’empatia, l’altruismo e le regole sociali. In tal senso, la psicologa Kairen Cullen ha riscontrato che ci sono alcuni film che i bambini dovrebbero assolutamente vedere prima dei 10 anni di età. I film sono stati trovati grazie a circa 5.000 di interviste fatte ai genitori in merito a quali film guardassero i loro figli.

Il primo film che la Cullen cita è Toy Story, storia incentrata sull’amicizia tra il cowboy Woody e lo space ranger Buzz che inizialmente sono molto diversi, ma che con il tempo imparano ad apprezzare le diversità l’uno dell’altro fino a diventare grandi amici. La Cullen spiega che questo film “incoraggia i bambini a imparare di più di semplici slogan, educando e divertendo allo stesso tempo. Il suo messaggio è che tutti gli individui sono diversi e hanno un personale valore intrinseco”. Il secondo posto è occupato da Il re leone, film ambientato nella savana che ha come focus il coraggio di fronte alle sfide più ardue. Simba, il cucciolo di leone, perde il padre, re della foresta, e impara presto che deve affrontare lo zio usurpatore e le iene per onorare il genitore scomparso e ristabilire la pace nel territorio. Le altre posizioni sono occupate da: Mamma ho perso l’aereoLabyrinthIl libro della junglaMary PoppinsIl mago di OzLa storia infinitaTata Matilda e Up.

La scelta di questi film naturalmente va intesa alla luce del fatto che ciò che i bambini osservano, imparano, ascoltano da piccoli ha una grande influenza sulla loro sfera emotiva e psicologica. Ciò significa che è importante che tali pellicole forniscano ai bambini messaggi positivi e valori forti che li aiutino a costruire una moralità trasparente e strutturata.

Sto da quattro anni con un ragazzo che per molti versi è perfetto: mi coccola di frequente, mi tratta come se fossi la sua bambina, cucina per me, si prende cura di me in tutti i modi possibili. Non è possessivo, non è particolarmente geloso, mi lascia i miei spazi senza borbottare. Tuttavia molto di quello che succede a letto mi amareggia. Insistente. Mi chiede spesso altri tipi di sesso non convenzionale. Ha tante fantasie erotiche, mi chiede il sesso come un bambino fa col ciucciotto. Dice di rispettarmi e rispettare le mie idee. Ma quando gli dico che vorrei osservare la castità in quanto non siamo sposati fa orecchie da mercante. Capita spesso e volentieri che quando siamo a letto, gli piace bloccarmi nel letto contro la mia volontà, per il resto non mi ha mai picchiato. E più di una volta è capitato che mi abbia lasciato dei lividi di cui poi non si è scusato. Eppure, nonostante tutto è una persona così onesta, così in gamba, così attenta alle mie esigenze anche quando dormo. Le chiedo se questi casi possano essere un campanello di allarme per un matrimonio impossibile. Attendo una sua risposta. La ringrazio. Alice

Gentile Alice, la cosa peggiore che puoi fare è continuare ad avere queste perplessità riguardo alle modalità di approccio al sesso del tuo ragazzo senza parlargliene. Considera che se lui ti chiede tipologie di sesso non convenzionale significa che le sue preferenze sessuali sono già chiare e che questo probabilmente sarà il suo orientamento anche per il futuro. In tal senso non ci sono regole,  a patto che entrambi i partner siano consenzienti e traggano piacere da come praticano il sesso. Da ciò che scrivi non mi sembri così serena rispetto a questo modo di vivere la sessualità, e per di più pensi già al matrimonio! Inoltre, sembra che l’ufficializzazione del vostro rapporto ti farà essere più transigente rispetto al suo fare dominante nell’ambito sessuale. Devi fare chiarezza dentro di te e capire se questo modo di fare sesso ti piace oppure ti fa sentire umiliata o ancora ti fa allontanare da lui. Parlatene insieme e solo allora potrai valutare se il dialogo avrà giovato alla vostra sessualità, facendovi trovare una nuova sintonia giusta per entrambi, e se lui è la persona giusta da sposare.

Sono una ragazza di 22 anni studio all’università e faccio la modella nel tempo libero. Ho tanti ”finti” amici, quelle persone che ti seguono solo per chi sei e cosa fai, a volte mi sopravvalutano, invece io pur facendo diverse cose nel campo della moda-spettacolo non sono nessuno di importante. Sono una ragazza semplicissima, ma il mio problema più grande è l’amore che a mio parere viene influenzato anche dalla visione che le persone hanno di me. Ho paura che loro mi credano chi sa chi e quando hanno capito che sono semplice allora il mio fascino misterioso svanisce e così l’amore. Ho sempre avuto storie strane, brevi e per questo sessualmente sono sempre stata molto chiusa. Solo  in due storie mi sono lasciata andare completamente. La prima volta è stata a 19 anni con un ragazzo di 28, ma purtroppo la storia è finita, perché io mi cerco sempre ragazzi con lavori strani e un po’ artisti. Ci ho messo quasi due anni per dimenticarlo e in questi due anni non ho avuto rapporti sessuali pur uscendo con ragazzi. A settembre finalmente ho conosciuto un ragazzo stupendo intelligente con un lavoro normale, almeno fino a qualche mese fa quando ha intrapreso un lavoro che lo porta sempre in giro e ci possiamo vedere solo nel weekend. Mi chiedo come faccio a trovare sempre questi ragazzi! Mai nessuno di ”normale”, sempre con lavori difficili. Il mio problema è che sono realmente malata d’amore. Per me i weekend assieme sono una boccata di ossigeno e quando lui non è con me mi manca tantissimo e sono triste. Quando ho un momento libero io starei con lui e credo sia giusto, mentre, io in amore sono irrazionale, ci metto l’anima, lui è più razionale non farebbe mai cose pazze. Logicamente quando lui è all’estero o in giro per lavoro sono preoccupata, e questo so che è un errore vivere nell’ansia del tradimento ma come non posso esserlo dopo la scottatura presa nella storia prima? Io lo amo veramente e non voglio perderlo, quindi vorrei dei consigli per il mio comportamento. Non voglio che mi creda una gelosa ossessiva o depressa se lui non c’è, voglio solo che sappia che lo amo e che è un amore sano non malato. Come faccio a vivere questa storia serenamente e a togliermi le paure che ho? Io sogno di sposarmi e farmi una bella famiglia, ma ho paura che non ci riuscirò mai, non credo di essere in grado di trovare la mia anima gemella, per me lui lo è ma a volte non credo sia la stessa cosa per lui. Grazie.

Gentile lettrice, perché hai così tanta premura di trovare l’anima gemella? Sei giovane e hai a disposizione tutto il tempo necessario per maturare e comprendere le qualità che un ragazzo deve possedere per renderti serena e felice. Invece quello che stai facendo ora è forzare situazioni che probabilmente non sono adatte a te. Tendi a rincorrere un sogno che non ha collegamenti con le persone che hai frequentato o conosciuto. Cerchi ugualmente di far indossare al ragazzo che ti piace, l’abito che hai pensato giusto per lui. Ma se hai a che fare con una persona razionale che non fa colpi di testa per vederti, non puoi illuderti o rimanerci male se non ricambia le tue “pazzie”. Devi imparare anche ad accettare le caratteristiche, e dal tuo punto di vista i limiti, delle persone che hai accanto. In questo modo sarà anche più facile convivere con una persona che per lavoro deve viaggiare molto, ecc. Se invece hai capito che la lontananza non fa per te, devi fermarti e razionalmente accantonare una storia che ha dei limiti oggettivamente troppo difficili da superare. Riguardo alla gelosia poi nel tuo caso mi pare incrementata dal comportamento del tuo ragazzo che probabilmente non ti dà le sicurezze di cui hai bisogno. Questo può rivelarsi un campanello d’allarme rispetto a ciò che non va in un rapporto e che, se non sanato, va cercato altrove. Allora perché non provi a riflettere su te stessa e a conoscerti un po’ meglio? Forse questo continuo essere diffidente nei confronti degli altri, questo pensare sempre che le altre persone ti siano amiche “per finta”, non ti ha permesso di aprirti e di vivere le tue storie e le tue amicizie con naturalezza.

Mi chiamo Alessandro, ho 25 anni, ho visto la sua risposta ad una persona e la disturbo perché vorrei dei chiarimenti relativi alla mia vita sessuale. Sin da adolescente ho dimostrato di avere un particolare interesse verso i piedi femminili soprattutto quando indossano le calze; mi eccita un mondo toccare, accarezzare, vedere e soprattutto annusare le estremità femminili, l’odore delle calze mi manda alle stelle (non puzza ma odore). Non ho mai parlato a nessuno in maniera esplicita di questa perversione, ma alla mia ragazza le ho fatto capire che mi piacciono i suoi piedi e infatti tante volte quando facciamo l’amore mi permette di leccarli e succhiarli. Non ho il coraggio di dirle che sono un feticista e che vorrei fare la stessa cosa anche quando indossa le calze. Quello che mi preoccupa è che ormai ce l’ho come punto fisso, sono sempre alla ricerca di video su internet che rispecchino le mie fantasie feticiste, penso solo a quello! Sto diventando un caso patologico? Non so come tenere a bada questo vizio. La prego mi aiuti lei. Distinti saluti. Alessandro.

Gentile Alessandro, la passione per i piedi può estremizzarsi in una particolare forma di feticismo, detta retifismo che deriva da uno scrittore francese della seconda metà del ‘700 dalla vita sregolata, Restif de la Bretonne. I suoi libri erotici sono spesso illustrati da immagini di donne dai piedi minuscoli. Talvolta questo gusto sessuale si manifesta in persone che esprimono la propria sessualità nella forma della sottomissione, anche se chi pratica attivamente il feticismo dei piedi, spesso non è necessariamente un soggetto schiavo della persona che riceve tali attenzioni. D’altra parte, numerose sono le attività legate all’attrazione verso i piedi. Si passa dal feet kissing (si baciano i piedi della donna) al trampling (l’uomo si fa calpestare dalla donna che spesso indossa scarpe con il tacco per aumentare il dolore). Il feticismo assume la connotazione di deviazione sessuale patologica se la persona non riesce a trarre piacere o a raggiungere l’orgasmo senza tale pratica. Ti consiglio di parlarne con la tua ragazza per renderla partecipe delle tue fantasie: magari ciò che tu ormai percepisci in modo preoccupante come punto fisso potrebbe affievolirsi e il vostro rapporto potrebbe diventare più intrigante! Devi però fare attenzione: se noti che questa pratica sessuale ti sfugge di mano, rivolgiti ad un esperto per valutare quanto sia impedente rispetto alla possibilità di vivere con serenità la sfera sessuale con la tua partner.

Domanda – Sono una persona che al momento dovendo affrontare una situazione postuma ad un’attività commerciale andata male, ha ovviamente preoccupazione. Quindi potremmo dire ansia “normale”? Le chiedo se secondo Lei ciò rientra in uno stato mentale nella norma e quindi non necessitare di un percorso psicoterapeutico. Se fosse così gentile da “illuminarmi”. RingraziandoLa di cuore, Le auguro ogni bene.

Risposta – Gentile lettore, le difficoltà economiche hanno toccato e stanno coinvolgendo moltissime persone in questo periodo di crisi. È normale che ciò si viva con ansia e preoccupazione, soprattutto se si sono intraprese attività economiche a proprio carico, se si ha una famiglia, dei figli, ecc.. L’incertezza del guadagno e delle possibilità di sostentamento, sono tutti fattori che generano una profonda incertezza su cosa accadrà nel proprio futuro. D’altra parte l’ansia è un’emozione di base, che comporta uno stato di attivazione dell’organismo e che aumenta quando una situazione viene percepita soggettivamente come pericolosa. Solitamente l’ansia si traduce in una tendenza immediata all’esplorazione dell’ambiente, nella ricerca di spiegazioni, rassicurazioni, vie di fuga, e in una serie di fenomeni neurovegetativi come l’aumento della frequenza del respiro, del battito cardiaco, della sudorazione, vertigini, ecc.. Un percorso psicoterapeutico le sarebbe utile laddove le motivazioni del fallimento della sua attività commerciale risiedano in fattori legati per esempio alla sfera privata, al suo modo di rapportarsi agli altri, ad eventi che l’hanno distratta dai suoi impegni e che lei non ha potuto o saputo gestire. Se invece l’ansia deriva esclusivamente da problemi economici la psicoterapia potrà da una parte supportarla in questo periodo complicato, ma non le risolverà il problema.

Domanda  – Sono Maura una ragazza di 24 anni  vorrei sapere quanto è grande per una donna lo sforzo fisico del parto? È davvero il più grande della vita come si legge in alcuni racconti?  Ho sentito dire che in alcuni corsi preparto si simulano le spinte; vorrei sapere se serve davvero e se durante la simulazione le future mamme si sforzano davvero o serve solo per provare la posizione? Grazie! Maura

Risposta – Cara Maura, il dolore fisiologico del parto varia da donna a donna, tuttavia è vero che è indicato come particolarmente intenso. Esso è intervallato da scariche di endorfine, che lasciano il tempo per pause riposanti che permettono anche di fare un pisolino tra una contrazione e l’altra per riprendere le energie. Il dolore è molto forte, ma è anche associato ad un evento meraviglioso, la nascita di un figlio, e non a qualcosa di patologico come di solito avviene quando si soffre. È infatti l’unico dolore che non è sintomo di malattia. Appena la donna ha partorito naturalmente, il dolore termina immediatamente e con il passare dei giorni viene dimenticato, lasciando spazio solo a ciò che c’è di bello nel mettere al mondo un bambino. Per quanto riguarda le attività del corso pre-parto sono molto utili perché servono ad arrivare psicologicamente preparate al momento del parto, a comprendere meglio cosa accade al proprio corpo durante la gravidanza e agli eventi successivi, ad essere meno vulnerabile e a tenere più sotto controllo la tensione e lo stress nel momento opportuno.

Domanda – Le scrivo perché non so più come gestire la situazione. Non so che fare. Ho litigato già diverse volte con il mio ragazzo (32 anni e io 28, stiamo insieme da due anni, si parla di matrimonio) perché su facebook faceva l’idiota con le sue amiche. Alla fine l’ha chiuso perché ero intenzionata a lasciarlo ma ha sempre detto che il suo era solo un modo, a parole, di gratificare il suo ego cercando attenzioni altrui e che quelle ragazze non gli interessavano, tant’è che non è mai passato ai fatti. Da allora è cambiato, ha promesso di fare il bravo e lo fa, è molto attento e premuroso, in tutto e per tutto il fidanzato ideale. Ma ho scoperto che fa spesso tardi la notte cercando su siti di incontri ragazze che gli inviino foto hot e scambino email con lui. Ora, io capisco il bisogno e la curiosità maschile. Posso ammettere anche il porno entro un certo limite, ma non riesco ad ammettere queste cose! Cosa posso fare? Ok, ne posso parlare con lui, ma troverà sempre scuse banali ed evasive (tipiche maschili), quindi sarebbe inutile. Io voglio capire se questa continua ricerca del trasgressivo, che pare fermarsi alle parole, alle email, può essere pericolosa o no, se nasconde altro. Mi verrebbe di lasciarlo ma prima voglio capire se è una cosa fine a se stessa, con lo scopo della gratificazione, o malsana, cioè potenzialmente concreta. Non voglio diventare il suo cane da guardia, voglio stare tranquilla, ma solo e soltanto se questa cosa non ha effetti di nessun tipo e resta un gioco notturno – cioè fatti squisitamente suoi – e nella notte stessa si conclude. Spero che Lei sappia darmi un consiglio. La saluto cordialmente, Manuela.

Risposta – Cara Manuela, sono tanti gli uomini che guardano film pornografici anche grazie alla facile reperibilità di questo materiale su Internet. Spesso ciò non è indice di una insoddisfazione del rapporto, ma serve alla persona per rifugiarsi nel suo mondo di fantasie sessuali. Lo scambio di email e di foto hot con altre ragazze è invece un’attività che va al di là della fantasia, ma è un mettere in pratica ciò che si immagina o si desidera. C’è da chiedersi se la vostra intimità sessuale è buona o se ci sono problemi. Al di là di questo il comportamento del tuo ragazzo indica una grave mancanza di rispetto nei tuoi confronti perché, anche se solo virtualmente, lui ti “tradisce” cercando rapporti intimi (anche se solo visivi) con altre donne. Penso che tu debba chiarire bene questa sua indole per capire se è un problema suo o se ci sono oggettive difficoltà all’interno della vostra relazione.

Domanda – Sono un ragazzo di 24 anni, da poco la mia ragazza mi ha lasciato (1 mese), siamo stati poco insieme (4 mesi) ma io l’amavo profondamente. Ci sono stati vari intoppi e miei comportamenti errati ma mi vorrei soffermare su una tematica. Non abbiamo mai fatto sesso, abbiamo fatto molto petting, sesso orale, ma un rapporto completo mai perché io ho avuto e ho ancora (in attesa di consulto medico) un problema al frenulo (credo sia breve) che mi dava dolore anche nella semplice penetrazione. Non posso chiederle di interpretare un pensiero della mia ex (in quanto non la conosce), ma lei crede che in una relazione di 4 mesi, un problema del genere possa essere abbastanza pesante per una ragazza, tale da farle decidere di lasciarmi? Sicuramente non è il solo motivo. Io il problema lo sto affrontando ma quando stavo con lei, non l’ho affrontato in famiglia e quindi rivolgendomi ad una struttura pubblica ero in attesa (ci sarebbero voluti mesi) di un consulto urologico. Potrebbe aiutarmi? Saluti

Risposta – Caro lettore, non credo che il motivo della rottura sia stato il tuo problema al frenulo. La tua ex ragazza sapeva che si trattava di qualcosa di temporaneo che poi avrebbe avuto una soluzione. Quindi penso che tu debba orientarti su quali sono stati gli intoppi e i comportamenti errati da parte tua di cui però non fai cenno in modo più approfondito nella tua email. Piuttosto ti consiglio di parlare con i tuoi familiari del problema che devi curare.

coppia-2-644_jpg_415368877Domanda – Buongiorno, mi chiamo Cinzia ho 38 anni, ho bisogno di un consiglio perché sto attraversando un periodo un po’ difficile della mia vita. Sono sposata da 10 anni, ho due bambini, ho sposato mio marito perché ne ero innamorata, ma oggi non sono più sicura di amarlo come prima. Durante il matrimonio siamo andati sempre d’accordo, non ci sono mai stati problemi anche se il mio desiderio di stare con lui, di fare l’amore a volte è mancato, forse a causa della mia inesperienza visto che prima di lui non ho avuto altre esperienze. A 17 anni, prima di conoscere mio marito, ho conosciuto un ragazzo mio coetaneo, abbiamo avuto una breve storia estiva, senza arrivare a fare l’amore, pensavo di averlo dimenticato. Ma negli anni di matrimonio ho pensato a lui e ho sentito la sua mancanza, mi sono fatta coraggio, due anni fa ho deciso di chiamarlo dopo molti anni, l’ho chiamato diverse volte fino a che mio marito lo ha scoperto. Sento di avere dei sentimenti veri per lui, lo capivo durante le telefonate, anche lui mi ha confessato di avermi pensata. Ora penso sempre a lui, so che ho sbagliato nei confronti di mio marito, ma non sono pentita di averlo cercato. Vorrei un parere sulla mia storia e un consiglio su cosa fare e come devo comportarmi in questa situazione. La ringrazio e la saluto cordialmente.
 
Risposta - Cara Cinzia, dopo molti anni passati insieme bisogna mettere in conto che oltre ai momenti felici possono esserci anche periodi più difficili spesso frutto dell’abitudine, della routine e della difficoltà nel sapersi rinnovare nel rapporto. Indubbiamente il lavoro, i figli, le faccende domestiche e gli impegni personali tolgono molto tempo ed energie che potrebbero essere spese per il partner e per il benessere della coppia. Il fatto che lei abbia contattato un vecchio flirt e che ora manifesti questo interesse tanto da mettere in discussione il suo matrimonio è più che altro sintomo di noia. Più che dedicarsi a quest’altra persona perché non prova a ritrovare con suo marito quel feeling che vi accompagnava nel periodo iniziale del vostro rapporto? Ne parli con lui, gli confessi che ha bisogno di una ventata di freschezza e che il vostro rapporto ha bisogno di rinnovarsi. Provate a riorganizzare i vostri impegni mettendo in conto di ritagliarvi dei vostri spazi in cui fate ciò che vi dava gioia anni fa. Vedrà che a volte basta poco per riaccendere un amore che sembra sopito.
 
Domanda – Gent.ma dottoressa, sono un ragazzo di 30 anni e Le scrivo per avere un consiglio. Da un anno e mezzo sto con una ragazza e da poche settimane sono venuto a conoscenza di alcune cose del suo passato che mi hanno fatto rimanere molto deluso. Non provo gelosia per le relazioni serie che ha avuto, ma provo schifo per alcune storie senza la minima traccia di sentimento. Non mi è mai piaciuta la donna che va a letto, con uno che neanche conosce, la prima sera e mi sono sempre rifiutato di farlo. Sono molto amareggiato e non so come fare ad uscire da questa situazione. Prima di sapere queste cose vedevo la mia ragazza in modo diverso, questa cosa mi ha lasciato senza parole. Spero di ricevere presto una sua risposta. Grazie. Cordiali saluti Mirko
 
Risposta – Caro Mirko, quando si raggiunge una “certa età” è molto probabile che con il tempo si siano accumulate varie esperienze amorose e ciò ormai vale tanto per gli uomini quanto per le donne. Si possono vivere storie durature come anche avventure brevi e prive di significato che comprendono o meno il rapporto sessuale. Per capire il motivo di tali scelte è necessario considerare il periodo di vita che la persona sta vivendo. Non sempre nella vita si ha la fortuna di incontrare persone con le quali vale la pena di instaurare un rapporto più profondo, per cui si decide di frequentarle comunque, mantenendo dei rapporti meno coinvolgenti e più superficiali. Perché investire tempo ed energie in qualcosa che si sa già che non funzionerà a lungo termine? Allora molte persone preferiscono vivere storie all’insegna del “mordi e fuggi” che comunque possono essere gratificanti per la propria autostima e dal punto di vista meramente sessuale. Questo stile di vita può durare più o meno a lungo, ma sicuramente non è questo che può condizionarti nel vivere il tuo rapporto nel presente. Ciò che conta è che abbiate saputo riconoscere di aver trovato qualcosa di importante.
 
Domanda - Gentile Dott.ssa, ho un quesito che mi sta logorando l’anima. Ho sempre avuto una vita di coppia abbastanza tranquilla, forse un po’ spenta. Certo non per colpa di mio marito, ma mia che cercavo sempre delle scuse per evitarlo (lo si faceva bene ma 2 o al massimo 3 volte in un mese). Ora ho 40 anni e sembra che tutto il mio istinto sessuale si sia appena svegliato. Solo che non riesco a sentire mio marito come lo sentivo prima. Sento che ha difficoltà a raggiungere l’erezione o meglio più che a raggiungerla a mantenerla. Parte in quarta per poi spegnersi e mi creda da parte mia c’è un grande stimolo. E se prima il mio era un sesso passivo ora è tutt’altro. È come se volessi recuperare il tempo perduto. Questa inefficienza da parte di mio marito mi fa paura, non ha mai avuto di questi problemi, bastava sfiorarlo per…..Non riesco a capire se ha paura delle mie aspettative, se non mi desidera più o se mi tradisce. Ne abbiamo parlato e mi dice di stare tranquilla che il problema è il suo, ma quale? Spero possa essermi di aiuto. Grazie
 
Risposta – Gentile lettrice, il fatto che, come lei dice, suo marito “parte in quarta” per poi spegnersi indica che comunque da parte sua il desiderio c’è anche se poi non riesce a mantenere l’erezione. Cercate di non vivere questo come un fallimento, ma piuttosto come un incentivo a trovare nuovi stimoli e ad inventare qualcosa di nuovo e inconsueto riguardo al vostro rapporto sessuale. Può essere un’idea anche solo trascorrere un weekend in un posto romantico dove potete riposarvi e dedicarvi l’uno all’altra. Infatti spesso il buon andamento di una relazione sessuale dipende anche da quanto una persona è stressata dal lavoro e dalla routine quotidiana. In ogni caso cerchi di essere d’aiuto a suo marito: per un uomo non è mai facile ammettere di avere qualche defaiance!
 
Domanda -Carissima Dott.ssa, sono una ragazza di Roma, ho quasi 23 anni e sto insieme ad un ragazzo da poco più di 6 anni!! Volevo esporle il mio problema che si manifesta raramente (circa ogni anno), ma che mi fa stare male perché non so cosa pensare! Le spiego: a distanza di un anno circa capita che mentre siamo in intimità il mio ragazzo ha problemi di erezione, anche se lui ha tanta voglia di avere rapporti non ci riesce. L’unica cosa che sa fare è innervosirsi per l’imbarazzo. Secondo lei a che cosa è dovuto? È il caso di parlarne con qualcuno esperto nel campo? Mi faccia sapere al più presto perché sono veramente molto demoralizzata! Grazie. Saluti. Giovanna
 
Risposta – Cara Giovanna, potreste rivolgervi ad uno specialista così da escludere eventuali motivi fisici per questa comunque rara situazione in cui il tuo ragazzo ha problemi di erezione. Non dimentichiamo che alla base di queste difficoltà possono esserci anche motivazioni psicologiche quali l’ansia, lo stress e la depressione; in particolare ansia da prestazione sessuale e paura del fallimento. Parlatene con tranquillità perché in tutti i casi potete affrontare il problema efficacemente. Da una parte una psicoterapia potrebbe essere utile laddove vi siano dei traumi dovuti ad esperienze sessuali o personali passate negative oppure legate all’ansia da prestazione. D’altra parte se il problema è di natura organica ci sono adeguate cure farmacologiche che permettono di avere una soddisfacente vita sessuale.
 
Domanda – Sono un uomo sposato da 26 anni con una donna bella ma non molto “generosa” a letto (cosa di cui mi sono spesso lamentato con lei). Negli ultimi anni ho avuto sempre più spesso una fantasia: quella che altri uomini la potessero vedere nuda o anche che lei facesse sesso con uno o più uomini. Mi piacerebbe sapere se questa fantasia va considerata come una patologia sessuale o se è una cosa abbastanza frequente. Grazie anticipatamente, P.
 
Risposta - Gentile P., non direi che la sua fantasia corrisponde ad una patologia sessuale, ma piuttosto dipende dal tipo di rapporto sessuale che c’è tra lei e sua moglie. Lei mi scrive che la sua partner non è molto “generosa” nell’intimità e questo probabilmente ha fatto emergere attraverso i sogni e quindi l’inconscio, i suoi desideri di trasgressione. Ciò non vuol dire che lei desideri realmente che sua moglie faccia sesso con altri uomini, ma piuttosto che è necessario che la natura dei vostri rapporti sessuali abbia meno tabù. A tale scopo è primario che abbiate maggior dialogo, che vi confessiate i vostri desideri sessuali e che sua moglie capisca che ciò fa parte della sintonia della vostra vita di coppia. Provi a capire come mai sua moglie ha delle riserve in tal senso: le sue richieste sono eccessive? Sua moglie ha parecchi tabù che fa fatica a infrangere? Ha sue difficoltà personali oppure ha problemi ad accettare il proprio corpo? Com’è la qualità del vostro rapporto al di fuori della camera da letto? Le domande da porsi sono tante ed una volta trovate le risposte si avrà la chiave per risolvere definitivamente il problema.