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Purtroppo è successo di nuovo: una bimba di 18 mesi è stata “dimenticata” in auto dalla mamma. La piccola, soccorsa dopo 4 ore, è stata trasportata all’ospedale di Cecina, poi con un elicottero all’ospedale pediatrico Meyer dove è morta il giorno successivo (27 luglio 2016).

«L’ho uccisa, l’ho dimenticata in auto, sono io la responsabile della morte di mia figlia». In una stanzetta, davanti al reparto di terapia intensiva dell’ospedale pediatrico Meyer, c’è una mamma che da ore ripete le stesse parole come un’improbabile nenia. È prostrata e sembra lo spettro di quella donna piena di energia ed entusiasmo capace di alzarsi ogni giorno alle 3 e mezza del mattino per aprire la pescheria dove lavora con il marito e poi alle 7 in punto accompagnare le figlie di 6 e un anno e mezzo al campo estivo e all’asilo nido come un orologio svizzero. Martedì mattina quel meccanismo si è inceppato. Michela C., 37 anni, ha aperto il negozio, ha accompagnato i figli e infine si è scontrata con il buco nero della sua memoria”. «Ero sicura di aver lasciato Gaia felice all’asilo, di averla salutata come sempre con un bacio — racconta ancora sotto choc — e invece era sempre lì, nel seggiolino sul sedile posteriore, dormiva, sognava forse». È una giornata calda, più di 30 gradi. Michela parcheggia la sua Focus come sempre in piazza Garibaldi a Vada (Livorno) davanti alla pescheria, chiude portiere e finestrini con il telecomando, poi va al lavoro in negozio con il marito. Solo dopo quattro ore, tornando alla macchina, si accorge della piccola esamine. Gaia sta malissimo, è svenuta, respira a fatica. Troppe ore al sole in quell’abitacolo diventato un forno”. (Gasperetti, Corriere della Sera, 26 luglio 2016).

Di storie come questa purtroppo ce ne sono tante e ricorrenti, non solo in Italia, ma anche in altri Paesi come gli Stati Uniti.

Il tema dei bambini dimenticati in macchina ritorna drammaticamente attuale, soprattutto durante l’estate, il periodo dell’anno in cui si concentrano maggiormente questi episodi. Ricordiamo un altro caso avvenuto a Piacenza il 4 giugno 2013 quando un padre dimenticò il figlio di 2 anni in auto e lo ritrovò dopo 9 ore ormai senza vita. Questo padre ha proposto l’elaborazione di un progetto di legge per l’installazione obbligatoria di sensori che segnalino la presenza di persone in macchina.

A chi si domanda come è possibile dimenticare il proprio figlio in auto, psichiatri e psicologi danno una risposta spiegando che al momento dell’evento, il genitore è incapace di intendere e di volere a causa di una transitoria amnesia dissociativa.

L’amnesia dissociativa più comunemente si presenta come una lacuna, o una serie di lacune, riportate retrospettivamente, nella rievocazione di momenti della storia della vita di un individuo. Queste lacune sono di solito collegate a eventi traumatici o estremamente stressanti. Alcuni soggetti possono avere amnesia per episodi di auto-mutilazione, esplosioni violente di ira, oppure tentativi di suicidio. Diversi tipi di alterazione della memoria sono stati descritti nell’amnesia dissociativa. Nell’amnesia circoscritta, il soggetto non è in grado di rievocare eventi che si sono verificati durante un periodo circoscritto di tempo, di solito le prime ore susseguenti a un evento gravemente disturbante (per es. il sopravvissuto incolume di un incidente automobilistico in cui un familiare sia rimasto ucciso può non riuscire a ricordare nulla di quanto è accaduto dal momento dell’incidente a 2 giorni dopo). Nell’amnesia selettiva la persona può ricordare alcuni, ma non tutti, degli eventi riguardanti un periodo circoscritto di tempo (per es. un reduce di guerra può ricordare solo parzialmente una serie di esperienze violente di combattimento). Altri 3 tipi di amnesia, generalizzata, continuativa e sistematizzata, sono meno comuni. Nell’amnesia generalizzata, l’incapacità di ricordare riguarda l’intera vita della persona. I soggetti con questo raro disturbo di solito si presentano alla polizia, al pronto soccorso, o ai servizi di consulenza degli ospedali. L’amnesia continuativa viene definita come l’incapacità di rievocare gli eventi da un certo momento in poi, incluso il presente. L’amnesia sistematizzata corrisponde alla perdita di memoria per certe categorie di informazioni, come i ricordi riguardanti la propria famiglia oppure una particolare persona (DSM IV, Diagnostic and Statistical Manual of Mental DisordersIV).

Poiché è indicato che queste lacune mnemoniche sono collegate ad eventi traumatici o particolarmente stressanti, è importante tenere presente che la soglia dello stress cambia da persona a persona: uno stress lieve per alcuni, può essere percepito come particolarmente gravoso da altri. Ci sono alcuni campanelli d’allarme che possono indicare che il livello di stress è particolarmente alto, come ad esempio: difficoltà di memoria e di concentrazione, disturbi del sonno, tendenza a fare cose in modo automatico, irritabilità verso ciò che scombussola la cadenza automatica della gestione delle cose. Come si può notare lo stress va ad incidere proprio sulla memoria.

Questi segnali non vanno né trascurati né sottovalutati, ma appena ci si rende conto che la mente ed il fisico iniziano a “rispondere” agli eventi quotidiani in modo inappopriato, è bene rallentare e provare a ripristinare uno stato di salute generale migliore con piccoli spazi dedicati a se stessi e al riposo.

Nell’attesa che la proposta di installazione di sensori audio che segnalano la presenza di persone in auto vada a buon fine, si possono seguire alcuni piccoli accorgimenti per evitare dimenticanze dall’esito drammatico: mettere la borsa del cambio o i giocattoli del bambino sul sedile anteriore così da ricordarne la presenza, posizionare oggetti personali di uso frequente (borsa, portafoglio, cellulare, chiavi di casa, ecc.) vicino al seggiolino del bambino.

Inoltre, un’ultima importante raccomandazione: chiunque si accorga di un bambino lasciato solo in auto è tenuto ad intervenire e comunque a chiamare i soccorsi tempestivamente.

31 Ottobre 2016 at 11:49 e taggato , , , , , , ,


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